Nell’abisso dell’abitacolo: l’occhio dell’intelligenza artificiale che fiacca la distrazione
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Redazione Esteri
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La contea del Sussex, nel sud dell’Inghilterra, ha ufficialmente attivato dal 13 aprile una nuova generazione di dispositivi di sorveglianza stradale, e l’approccio tradizionale al controllo del traffico – quello che per decenni si è limitato a immortalare una targa per eccesso di velocità – è stato spazzato via. Non si tratta più dei consueti autovelox puntati sul frontale dell’auto, ma di telecamere “intelligenti” potenziate dall’intelligenza artificiale, capaci di scrutare oltre il vetro del parabrezza per sanzionare ciò che accade all’interno dell’abitacolo. Questa tecnologia, fornita dall’azienda Acusensus, utilizza sensori ad altissima definizione e un flash a infrarossi che, senza abbagliare il conducente, penetra la luce riflessa per restituire un’immagine nitida della postura del guidatore e dei passeggeri, funzionando 24 ore su 24 in qualsiasi condizione atmosferica.
L’introduzione di questi “autovelox 2.0” nasce da un’esigenza precisa delle autorità locali, stanche di assistere a comportamenti che le statistiche hanno ormai codificato come letali. La distrazione da smartphone e la dimenticanza (o la scelta volontaria) di non allacciare le cinture rientrano infatti nella cosiddetta “Fatal Five”, ovvero le cinque cause principali di incidenti mortali o con feriti gravi sulle strade britanniche. Dati alla mano, nei soli ultimi 12 mesi nel Sussex si sono contati 82 sinistri causati dall’uso del cellulare alla guida e ben 214 feriti a causa del mancato utilizzo delle cinture, numeri che hanno convinto la polizia locale a superare i limiti del controllo umano tradizionale, spesso inefficiente nel cogliere l’istante esatto dell’infrazione.
L’occhio che non dimentica e la mano che conferma
Il meccanismo operativo di questi sistemi – e qui sta il loro vero salto qualitativo – abbandona l’automatismo totale per un modello ibrido che cerca di bilanciare efficienza e prudenza giudiziaria. Una volta che l’algoritmo di IA ha scansionato il flusso del traffico in tempo reale, riconoscendo pattern sospetti come una mano che regge un rettangolo luminoso all’altezza del volante o l’assenza della fascia diagonale della cintura, non emette la sanzione in autonomia. L’immagine viene invece reindirizzata a un centro di controllo dove un operatore umano, appartenente alle forze dell’ordine, verifica la fondatezza del sospetto. Solo dopo questa conferma visiva – che elimina il margine di errore legato a ombre, occhiali da sole o oggetti di forma rettangolare che potrebbero ingannare la macchina – scatta la procedura sanzionatoria. Questo doppio passaggio, tecnico e umano, rappresenta la cifra distintiva di una sorveglianza che non vuole lasciare spazio a ricorsi basati sull’errore tecnologico.
Numeri della sperimentazione e impatto immediato
Che il dispositivo fosse atteso e temuto lo dimostra l’esito della sperimentazione preliminare condotta dalla National Highways, l’ente nazionale per le autostrade britanniche. Già nel 2024, durante un test della durata di soli sette giorni sempre nella contea del Sussex, le stesse telecamere erano riuscite a rilevare 458 violazioni: di queste, 330 riguardavano la mancata cintura di sicurezza, 118 l’uso del cellulare alla guida, e in 10 casi le due infrazioni erano contestualmente presenti. Un dato, quest’ultimo, che restituisce l’idea di una guida spesso caratterizzata da una pericolosa combinazione di negligenze. La messa in servizio ufficiale del 13 aprile ha già prodotto un’impennata delle contestazioni: nei primi tre giorni di attività sono state contate circa 300 violazioni, mentre nell’arco di una settimana si è abbondantemente superato il migliaio di multe potenziali, sebbene ogni singolo caso debba ancora passare al vaglio umano.
Le conseguenze per il portafoglio e la patente
Per gli automobilisti sorpresi con lo smartphone incollato all’orecchio (o peggio, mentre digitano un messaggio), le conseguenze economiche sono tutt’altro che lievi. La Sussex Police ha stabilito che la multa base per l’uso del cellulare alla guida ammonta a 200 sterline, l’equivalente di circa 240 euro, a cui si aggiungono 6 punti sulla patente; una sottrazione che, per i neopatentati o per chi ha già il salvadanaio dei punti quasi vuoto, può equivalere di fatto alla revoca immediata della licenza di guida. Per quanto riguarda la cintura di sicurezza, invece, l’approccio appare leggermente più modulato: a seconda della gravità del caso e dell’assenza di precedenti, all’automobilista potrebbe essere offerta la possibilità di frequentare un corso di sensibilizzazione in alternativa alla sanzione pecuniaria, un tentativo di educare più che punire. Resta inteso che, in assenza di collaborazione o in caso di recidiva, la procedura giudiziaria standard resta comunque in piedi, confermando che l’occhio artificiale non chiude mai un occhio.




