Alberto Trentini detenuto in Venezuela, il mistero continua
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Redazione Interno
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Alberto Trentini, cooperante italiano di 45 anni, è stato fermato dalle autorità venezuelane il 15 novembre scorso mentre si trovava in missione con l'ONG Humanity and Inclusion per portare aiuti umanitari alle persone con disabilità. Da allora, non si hanno più notizie ufficiali sulla sua sorte, e la preoccupazione cresce tra le reti di organizzazioni della società civile AOI, CINI e Link2007.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha disposto la convocazione dell'incaricato d'affari venezuelano per protestare contro la detenzione di Trentini e per la decisione del Venezuela di ridurre a tre il numero dei diplomatici accreditati nelle ambasciate di Italia, Francia e Paesi Bassi. Questa mossa, annunciata ieri, è stata giustificata dalle autorità venezuelane come risposta alle presunte "risposte ostili" all'insediamento di Nicolas Maduro.
I familiari di Trentini, in particolare la madre, hanno lanciato un appello accorato al governo italiano affinché si attivi per riportarlo a casa, come avvenuto per la giornalista Cecilia Sala in Iran. Tuttavia, le autorità venezuelane non hanno ancora formulato alcuna accusa nei confronti del cooperante, che si trova in un carcere di Caracas da quasi due mesi.
La situazione di Trentini, che si trova in un limbo giuridico, è resa ancora più complessa dalla mancanza di comunicazioni ufficiali da parte delle autorità venezuelane.




