Il Venezuela parla di Alberto Trentini, il cooperante detenuto da 300 giorni a Caracas
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Redazione Interno
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In un’intervista concessa alla Cnn, il ministro degli Esteri venezuelano Yvàn Gil ha rotto un silenzio durato mesi sulla vicenda di Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto nel carcere di Caracas da trecento giorni. «Conosco bene il caso di Alberto Trentini», ha affermato il ministro, aggiungendo che «i suoi diritti non vengono violati», mentre la famiglia, dall’Italia, continua a chiedere notizie senza ricevere, finora, risposte chiare sul suo stato.
L’intervento di Gil, che arriva in un momento di tensioni internazionali per Caracas – specialmente con gli Stati Uniti di Trump in materia di politiche antidroga – delinea una posizione ufficiale netta: l’uomo avrebbe un legale, sarebbe regolarmente sotto processo e un’azione legale è in corso, la quale «deve essere rispettata». Tuttavia, non vengono forniti ulteriori dettagli sulle accuse specifiche che gravano sul cooperante, né sui tempi previsti per lo svolgimento del procedimento giudiziario.
Trentini, che si trovava in Venezuela per una missione umanitaria, è stato arrestato lo scorso 15 novembre in circostanze non ancora del tutto chiarite pubblicamente. Da allora, i contatti con i familiari sono stati estremamente radi, limitati a brevi conversazioni telefoniche, alimentando l’apprensione per le sue condizioni e per il regolare rispetto delle procedure giudiziarie nel suo caso.




