"Vendi la Tesla": il coro che ha sbeffeggiato Fratoianni e la piazza divisa sul riarmo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e leader di Alleanza Verdi Sinistra, è stato preso di mira sabato 5 aprile a Roma durante la manifestazione contro il riarmo dell’Unione Europea, organizzata dal Movimento 5 Stelle. Mentre esprimeva soddisfazione per l’affluenza – «questa piazza è un pilastro, come lo è ogni occasione che determina convergenze sull’urgenza del momento» – alcuni partecipanti lo hanno interrotto con un coro ironico: «Vendi la Tesla!», alludendo polemicamente alla sua scelta di possedere un’auto elettrica di lusso, in apparente contraddizione con certi ideali.

La mobilitazione, che aveva l’obiettivo di ribadire l’opposizione al piano ReArm EU, ha però finito per evidenziare le tensioni tra le forze progressiste. Se i 5 Stelle hanno rivendicato il ruolo di «principale riferimento» del pacifismo italiano – ormai svincolato dall’asse col centrosinistra – il Pd, pur evitando di schierarsi apertamente, ha inviato delegazioni sia alla manifestazione romana che a quella pro-Europa di Bologna il giorno dopo. Una strategia ambivalente, quella di Elly Schlein, che riflette le pressioni delle correnti interne e la difficoltà di definire una linea netta tra neutralità e sostegno al riarmo europeo.

Intanto, alla Camera, lunedì 7 aprile, il dibattito sulle mozioni relative a ReArm EU ha registrato un altro scontro aspro. Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S, ha ironizzato sulla scarsa copertura mediatica della piazza romana da parte della stampa italiana, provocando la replica secca di Federica Onori (Pd): «Non vi consola che il canale Russia 1 vi ha dato grande spazio?». Un botta e risposta che ha messo in luce non solo le divergenze tra i due partiti, ma anche il rischio di strumentalizzazioni esterne.

Quella di Conte, definita da alcuni «piazza Arlecchino» per le sue contraddizioni, ha però dimostrato una capacità di mobilitazione che il Pd fatica a eguagliare. Mentre i 5 Stelle cavalcano il malcontento con toni sempre più radicali – «pasdaran della pace», li hanno apostrofati – i democratici appaiono divisi, schiacciati tra l’esigenza di non alienarsi l’elettorato più moderato e la pressione delle frange progressiste. Senza contare che la manifestazione di Bologna, seppur di segno opposto, ha confermato quanto il tema del riarmo resti un campo minato per la maggioranza.

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