Nuova truffa del falso “Bonus Vacanze”: come l’Agenzia delle entrate viene imitata per rubare documenti e selfie

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una nuova campagna di phishing sta circolando in queste ore sfruttando il nome, il logo e la grafica dell’Agenzia delle entrate e dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. Il pretesto stavolta è la presentazione di una richiesta per un presunto “Bonus Vacanze”, un beneficio che in realtà non è più in vigore. L’obiettivo degli attaccanti è quello di sottrarre dati personali agli utenti, come segnalato dalla stessa Amministrazione finanziaria e dal CERT-AGID.

A differenza delle campagne più rozze, che si esauriscono in un semplice modulo da compilare, questa risulta particolarmente curata. La pagina fraudolenta riproduce un sito molto articolato, organizzato in diverse sezioni e con una procedura suddivisa in più passaggi. La homepage imita fedelmente quella del portale istituzionale e diversi collegamenti presenti al suo interno rimandano davvero alle pagine ufficiali dell’Agenzia, un espediente che contribuisce a rendere il portale malevolo più credibile e a indurre l’utente a proseguire.

Il dominio utilizzato riprende il nome legittimo modificandolo in una variante con estensione diversa, sfruttando una lettura superficiale dell’indirizzo da parte delle potenziali vittime.

La pagina dedicata a “Tutti i servizi” contiene numerosi collegamenti a contenuti del portale autentico. Tra questi compare però anche la voce “Bonus Vacanze”, che conduce a una falsa pagina di login. All’utente vengono proposte le consuete modalità di accesso tramite SPID e CieID, affiancate da una terza opzione, “Altro”, che invita a effettuare l’accesso caricando manualmente i propri documenti. È proprio quest’ultima la strada indicata dalle istruzioni contenute nella comunicazione esca.

Se l’utente sceglie di accedere tramite SPID o CieID, viene reindirizzato a una pagina autentica del gestore selezionato o del Ministero dell’Interno, per effettuare l’autenticazione sul vero portale dell’Agenzia delle entrate. A quel punto la vittima ha già navigato tra diverse schermate dall’aspetto realistico e ha persino interagito con una pagina di autenticazione genuina, un passaggio che secondo il CERT-AGID può ridurre progressivamente eventuali dubbi residui sull’affidabilità del sito.

Se invece viene selezionata la terza modalità, viene mostrata una schermata che richiede il caricamento delle fotografie del fronte e del retro della carta d’identità e della tessera sanitaria, oltre a una copia delle buste paga degli ultimi tre mesi. Nei passaggi successivi vengono richiesti anche un selfie, il numero di telefono e l’indirizzo e-mail.

La quantità di informazioni raccolte espone le vittime a rischi rilevanti. I dati sottratti possono essere utilizzati per tentare frodi e furti d’identità, ad esempio presentando richieste di finanziamento o di prestito a nome della persona colpita. L’Agenzia delle entrate disconosce questi contenuti, rispetto ai quali si dichiara totalmente estranea. Il CERT-AGID ha avvisato l’ente interessato e ha richiesto la disattivazione del sito che ospita la pagina fraudolenta, diramando gli indicatori di compromissione alle strutture accreditate.

Non si tratta di un episodio isolato. Nel corso degli ultimi mesi l’Amministrazione finanziaria ha segnalato diverse campagne che sfruttano il nome delle due Agenzie con pretesti diversi, dai falsi rimborsi Irpef alle false comunicazioni relative all’accredito di somme. In alcuni casi la truffa arriva tramite posta elettronica, in altri mediante SMS. La raccomandazione che accompagna ogni avviso è sempre la stessa: non comunicare dati personali o informazioni sensibili attraverso pagine web raggiungibili mediante link presenti in messaggi inattesi, non richiesti o sospetti.

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