Bonus casa, dall'Agenzia delle Entrate parte la maxi-operazione sui bonus edilizi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Agenzia delle Entrate ha avviato, come indicato nel suo Piano Integrato di Attività, un’articolata campagna di controlli sugli interventi edilizi agevolati, a cominciare dal superbonus, la cui portata coinvolgerà centinaia di migliaia di contribuenti. Il piano, che si dispiega su un triennio, prevede l’invio di un primo consistente blocco di lettere, destinate in particolare ai proprietari di case in Sardegna, ma che rappresenta solo l’anteprima di un’operazione di ben più ampio respiro. Fra il 2026 e il 2027, infatti, sono previste 45mila segnalazioni mirate, delle quali 20mila nel corso del prossimo anno e 25mila in quello successivo, con l’obiettivo dichiarato di “far emergere gli immobili non aggiornati in catasto” e sollecitare la presentazione delle dichiarazioni omesse.

Il meccanismo delle lettere di compliance

Queste comunicazioni, che tecnicamente non costituiscono un accertamento fiscale vero e proprio, si configurano piuttosto come avvisi bonari o inviti alla compliance. Il loro scopo primario è quello di segnalare ai proprietari un potenziale disallineamento tra gli interventi materialmente eseguiti sull’immobile, grazie ai vari bonus edilizi, e lo stato delle registrazioni catastali. L’Agenzia, in altre parole, chiede chiarimenti e offre la possibilità di adeguare la propria posizione in autonomia, eventualmente tramite gli strumenti correttivi del ravvedimento operoso, prima di eventuali e più severe verifiche successive.

La strategia complessiva e i numeri previsti

La campagna rientra in una strategia di rafforzamento dei controlli nel settore catastale, finalizzata anche a contrastare il fenomeno dei cosiddetti “immobili fantasma”, ovvero quelli le cui caratteristiche e rendite non risultano aggiornate dopo significativi lavori di ristrutturazione. L’operazione, nel suo complesso, è destinata a raggiungere numeri molto elevati: stando alle anticipazioni, nei prossimi tre anni potrebbero essere inviate almeno 200mila lettere di questo tipo in tutta Italia. Un’attività di mappatura e verifica che, come sottolineato dall’Unione della Piccola Proprietà Immobiliare, richiede ai proprietari, soprattutto a quelli di piccoli immobili, un’attenta preparazione per poter rispondere in modo puntuale alle richieste dell’Amministrazione finanziaria.

La fase successiva dei controlli

Il percorso di verifica delineato dall’Agenzia non si esaurisce con l’invio delle lettere. Dopo la fase iniziale di sollecito e di emersione spontanea, è prevista un’intensificazione delle attività ispettive. Per il 2026, come riportato, sono programmate 20.000 segnalazioni specifiche per la regolarizzazione catastale, un numero destinato a raddoppiare, raggiungendo le 40.000 unità, nell’anno seguente. Questa progressione indica una volontà di passare da una fase promozionale della regolarizzazione a una più marcatamente controlliva, dove le inadempienze potrebbero non solo comportare aggiornamenti d’ufficio delle rendite, ma anche l’avvio di verifiche incrociate con altri enti, aprendo la strada a possibili accertamenti sulla congruità degli interventi eseguiti sotto il profilo edilizio-amministrativo.

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