PNRR, tra pagamenti e ritardi: i nodi irrisolti del piano da 194 miliardi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre il governo ha già erogato 64 miliardi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), restano ancora 130,4 miliardi da riconoscere, una cifra che rappresenta oltre due terzi del totale e che solleva interrogativi sulla capacità di spesa entro le scadenze imposte dall’Europa. La relazione semestrale sull’attuazione del piano, approvata con due mesi di ritardo, offre un quadro contraddittorio: da un lato, elenca con precisione i progressi compiuti; dall’altro, evita di affrontare con chiarezza le criticità che rischiano di compromettere l’intero progetto.

Tra i settori più problematici spicca il programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), finanziato con 5,45 miliardi e destinato a riqualificare le politiche attive del lavoro. Nonostante gli 1,87 milioni di beneficiari raggiunti, si tratta solo del 62,4% del target previsto, mentre i percorsi formativi si fermano al 48,8%. A peggiorare la situazione, sette Regioni non hanno centrato gli obiettivi, lasciando intravedere disparità territoriali che potrebbero rallentare ulteriormente l’esecuzione del piano.

Anche i Pinqua, i Piani per la qualità dell’abitare dotati di 2,8 miliardi, mostrano crepe significative. Fonti interne rivelano che «si sta valutando l’ipotesi di escludere alcuni progetti» per «minimizzare il rischio di mancato raggiungimento dell’obiettivo», un’ammissione indiretta delle difficoltà incontrate. Intanto, la Ragioneria Generale dello Stato e la Corte dei Conti hanno segnalato diciannove progetti a rischio di mancata realizzazione, tanto che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha chiesto una proroga fino al 2027 per completare le misure più arretrate.

Il Parlamento, dal canto suo, è diventato il teatro di aspre polemiche. L’opposizione incalza il governo, chiedendo trasparenza sulle modalità di attuazione del Pnrr e sui fondi ancora da allocare. Le 550 pagine della Sezione II della relazione, pur ricche di dati, sembrano nascondere più di quanto rivelino, alimentando il sospetto che alcuni ritardi siano ormai irrecuperabili. Tra i ministeri più in difficoltà svetta quello del Lavoro, guidato da Marina Calderone, sotto osservazione per le criticità emerse nel programma Gol.

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