Il futuro di Gaza e il piano di Trump tra mediazioni e nodi irrisolti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il futuro di Gaza si delinea come un intricato puzzle diplomatico nel quale le mosse del presidente americano Donald Trump cercano di comporre un quadro d’insieme che appare, tuttavia, ancora frammentario. L’analisi dell’ambasciatore Giampiero Massolo ha messo in luce le diverse opzioni presenti sul tavolo e il ruolo cruciale che i Paesi arabi, alcuni dei quali già coinvolti in precedenti mediazioni, potrebbero ricoprire.
Il rifiuto di Hamas e le pressioni regionali
La dirigenza di Hamas ha opposto un netto rifiuto a firmare l’accordo così com’è concepito, sostenendo che, in assenza di modifiche sostanziali, non vi sarà alcuna sottoscrizione. Le pressioni internazionali sul gruppo si intensificano, provenienti non solo dall’Egitto e dal Qatar, tradizionali mediatori, ma anche dalla Turchia.
Il sostegno della Russia e la luce nel tunnel
Un sostegno significativo al processo arriva dalla Russia. Vladimir Putin, parlando al Valdai Club, ha evocato una “luce in fondo al tunnel”, un’espressione che segnala la volontà di Mosca di legittimare la proposta statunitense, garantendosi al contempo un margine di influenza politica nella regione.
La posizione delle opposizioni e l'urgenza umanitaria
Sul piano interno italiano, la scelta delle opposizioni di astenersi sulla votazione del piano ha trovato un sostenitore in Rosy Bindi. "Se questo piano riesce anche soltanto a salvare una vita, a liberare un ostaggio... è già un passo avanti molto importante”, ha affermato, concentrando l’attenzione sull’urgenza umanitaria immediata.
Il doppio binario del piano di Trump
Proprio qui si annida il limite fondamentale della proposta di Trump, che tenta di riunire due problemi di uguale importanza ma di differente urgenza. Da un lato, il “qui e ora”: porre fine alle operazioni militari e ripristinare gli aiuti umanitari. Dall’altro, c’è il “poi”, ovvero la definizione dell’assetto politico-amministrativo di Gaza. La forzata unificazione di questi due piani rappresenta la più grande incognita di tutto il disegno.




