Tragico incidente sulla provinciale tra Apricena e San Nazario, muore Michela Ferrandino
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Redazione Interno
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Una giovane donna, la cui esistenza è stata stroncata in un attimo, è il volto umano dell’ennesima tragedia che ha insanguinato l’asfalto della Capitanata nel primo pomeriggio di venerdì 12 dicembre. L’incidente, le cui ragioni precise attendono ancora il verdetto degli investigatori, è avvenuto sulla provinciale 38, quel nastro di cemento che unisce Apricena alla località di San Nazario, e ha visto coinvolti due veicoli destinati a un impatto fatale. Da una parte c’era un’autovettura, dall’altra un mezzo pesante che procedeva in direzione opposta; lo schianto, di una violenza inaudita, non ha lasciato scampo alla persona alla guida dell’utilitaria, condannandola a una fine immediata sul luogo del disastro.
Una vita spezzata sull'asfalto
A bordo dell’auto, come hanno poi accertato i soccorritori giunti sul posto dopo la chiamata d’emergenza scattata intorno alle ore 14, viaggiava da sola Michela Ferrandino, una professionista della sanità di appena 34 anni originaria di San Nicandro Garganico. L’identità della vittima, inizialmente tenuta riservata per consentire il regolare svolgimento delle operazioni e le dovute comunicazioni ai familiari, è emersa con tutto il suo peso di dolore ineluttabile, dipingendo un ritratto ben più definito della sciagura. Quella che, in una prima e cruda ricostruzione, appariva come una giovane qualsiasi si è rivelata essere un’infermiera, figura spesso in prima linea nel salvare le esistenze altrui e che, in un tragico paradosso del destino, ha invece perso la propria in un istante di caos metallico.
Le indagini per chiarire la dinamica
Sul tratto di strada, chiuso per consentire il lavoro delle forze dell’ordine, il silenzio pesante che è seguito al fragore dell’urto è stato interrotto solo dalle sirene e dal brusio operoso dei tecnici intenti a raccogliere ogni indizio utile. La dinamica dello scontro, infatti, rimane avvolta in una cortina di ipotesi da confermare, con gli agenti della Polizia Stradale – ai quali è stata affidata l’inchiesta – chiamati a esaminare minuziosamente ogni traccia, dalle strisce di frenata allo stato dei veicoli, per stabilire con certezza le cause che hanno portato alla collisione frontale. Si tratta di un compito meticoloso, che procede senza sosta per dare risposte a una famiglia devastata e per tracciare un quadro giudiziario puntuale di quanto accaduto, mentre il conducente del camion, rimasto illeso o comunque in condizioni non gravi, è stato sottoposto ai primi accertamenti di rito.
Il dolore di un intero paese
Il lutto, intanto, ha travalicato i confini del luogo del fatto per abbattersi sull’intero paese di San Nicandro Garganico, dove Michela Ferrandino era conosciuta e stimata, un contesto sociale stretto attorno ai suoi cari da un abbraccio di solidarietà muta e smarrita. La perdita di una professionista nel fiore degli anni, impegnata in un mestiere di cura, assume i contorni di una ferita collettiva che riapre, come troppo spesso accade, il dibattito sulla sicurezza delle strade provinciali, arterie spesso percorse da un traffico intenso e soggette a criticità strutturali. La tragedia, che si aggiunge a un elenico già lungo di vittime della strada, impone una riflessione non più differibile sulla necessità di interventi mirati, sebbene il momento più immediato sia riservato al cordoglio per una vita svanita troppo presto, il cui ricordo rimane indelebile negli occhi di chi l’ha conosciuta.




