Scontri a Milano, il governo prepara il decreto: stretta sui minori
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Redazione Interno
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Il governo guidato da Giorgia Meloni prepara un nuovo decreto sicurezza dopo gli scontri, le devastazioni e i saccheggi che hanno colpito Milano durante il fine settimana. Il Consiglio dei ministri è atteso oggi, 20 ottobre, per esaminare un pacchetto di interventi che punta soprattutto a contrastare la violenza di piazza e a rafforzare gli strumenti contro i reati commessi dai minori. Tra le ipotesi figurano l'ampliamento del fermo preventivo, nuove disposizioni sugli arresti e un maggiore impiego delle forze armate sul territorio. Le misure sono ancora oggetto di valutazione politica e tecnica e non tutte possono essere considerate già approvate.
Fermo preventivo, arresti e militari: le misure allo studio
Il vertice del 19 ottobre a Palazzo Chigi ha segnato un'accelerazione nella preparazione degli interventi. Durante la riunione sull'ordine pubblico, durata circa un'ora e mezza, l'esecutivo ha esaminato gli episodi di violenza verificatisi in diverse città italiane e le possibili risposte normative. All'incontro hanno partecipato i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, i ministri competenti, i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e i vertici delle forze di polizia e dell'intelligence. La linea emersa dal confronto prevede una risposta ferma dello Stato, con particolare attenzione alle modalità con cui gruppi di giovani hanno partecipato agli episodi di guerriglia urbana.
Una delle proposte riguarda l'estensione fino a 24 ore del fermo preventivo, accompagnata da interventi sull'arresto in differita e sulle procedure applicabili ai responsabili di devastazioni e saccheggi. Nel dibattito interno alla maggioranza è entrata anche la questione degli strumenti utilizzabili nei confronti degli adolescenti coinvolti in reati particolarmente gravi. Sul versante operativo è previsto l'invio di 500 militari nel capoluogo lombardo, a supporto del dispositivo Strade Sicure. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inoltre sollevato la necessità di attribuire temporaneamente ai soldati specifiche funzioni di polizia, per consentire un sostegno più diretto agli agenti impegnati nell'ordine pubblico. L'ipotesi riguarda un periodo limitato a tre mesi.
Le devastazioni nel centro cittadino e il coinvolgimento dei giovanissimi
Le manifestazioni del sabato e della domenica hanno provocato gravi danni a esercizi commerciali e strutture del centro. Gruppi di manifestanti, alcuni incappucciati e vestiti di nero, hanno preso di mira negozi, vetrine e arredi esterni, mentre le forze dell'ordine sono intervenute anche con mezzi antisommossa. Le operazioni di polizia hanno portato all'accompagnamento in questura di numerosi partecipanti, molti dei quali minorenni. Le contestazioni giudiziarie comprendono ipotesi di devastazione e saccheggio e resistenza aggravata. La Procura ha avanzato richieste di custodia cautelare per alcuni giovani arrestati, aprendo una fase giudiziaria distinta dalle iniziative legislative annunciate dall'esecutivo.
La risposta delle istituzioni è arrivata anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto a Imperia durante la trentanovesima Assemblea nazionale delle Province d'Italia. Il capo dello Stato ha definito inaccettabile ogni forma di violenza e ha espresso solidarietà alle forze dell'ordine, ricordando i quasi 200 feriti registrati nei giorni precedenti tra gli operatori impegnati nei servizi di sicurezza. Nel suo intervento ha richiamato la necessità di un'analisi approfondita degli episodi e di una vigilanza capace di contrastare azioni improvvise compiute da soggetti con caratteristiche nuove rispetto alle tradizionali dinamiche delle proteste.
La condanna dei sindacati e la distinzione tra protesta e violenza
Le distruzioni hanno provocato una presa di posizione anche del mondo sindacale. La Cgil ha condannato gli assalti e gli atti di vandalismo, sottolineando che comportamenti di questo tipo non possono essere ricondotti al diritto di manifestare o di scioperare. Elena Curci, segretaria della Cgil di Cremona, ha espresso una posizione netta contro i saccheggi, distinguendo le ragioni delle mobilitazioni dalle azioni criminali. La Camera del lavoro milanese ha denunciato anche le aggressioni subite dai lavoratori durante i disordini, esprimendo solidarietà alle persone colpite. Nello stesso intervento ha criticato le politiche governative su salari, occupazione, diritto allo studio e abitazione, oltre alla carenza di personale nelle forze dell'ordine.
Il sindacato milanese ha inoltre promosso una manifestazione pubblica per mercoledì 21 ottobre, alle 18.30, in piazza della Scala. L'iniziativa è stata rivolta a organizzazioni civiche, sociali, politiche e sindacali, con l'obiettivo dichiarato di difendere il diritto al dissenso senza giustificare comportamenti violenti. L'appello richiama anche il contrasto alle disuguaglianze e la tutela dei principi costituzionali, con una mobilitazione aperta ai soggetti impegnati quotidianamente sul territorio.
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