Giulio Golia, le paure e i ricordi: "Nadia Toffa, un rapporto di amore e odio"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Nel salotto di "Verissimo", condotto da Silvia Toffanin, Giulio Golia ha tracciato un bilancio della sua lunga carriera, costellata di inchieste scomode e momenti di profonda umanità, parlando a cuore aperto di aneddoti, paure e ricordi indelebili. L'inviato, che ha da poco pubblicato il suo secondo libro “L’ultima notte di Marco Vannini”, ha dipinto il mestiere di "iena" come una scelta di vita ai limiti dell'incoscienza, sottolineando come non sia mai semplice prevedere le situazioni o gli interlocutori che si incontreranno durante i servizi.
Il racconto dei rischi corsi
Golia, con la determinazione di chi ha dedicato al programma ventotto anni della propria esistenza, ha rievocato alcuni degli episodi più pericolosi vissuti in prima persona, come quando gli hanno sparato per ben due volte o quando hanno tentato di mandarlo fuori strada. "La paura c’è, ma l’ho scelto e lo faccio da 28 anni", ha ammesso, stemperando poi la gravità delle sue parole con una nota di ironia, affermando che "tra un po’ Mediaset mi darà l’accompagnamento".
La commozione per Nadia Toffa
Il momento più intenso e toccante del suo intervento è stato senza dubbio quello dedicato alla memoria di Nadia Toffa, la collega scomparsa nel 2019. Assegnargli il suo stesso camerino è stato, per Golia, "un colpo pazzesco", un dettaglio che ha scatenato in lui una profonda commozione. "Ricordo Nadia così com’era, quando si arrabbiava, quando discutevamo", ha confessato, definendo il loro un "rapporto di odio e amore" e descrivendola come una persona "speciale" e "illuminata", che seppe imporsi nonostante un ingresso in punta di piedi.
Una carriera al limite
Il suo racconto, che abbraccia un'intera vita professionale, delinea la figura di un giornalista che ha fatto del coraggio e della caparbietà i suoi tratti distintivi, accettando di vivere costantemente sul filo del rasoio pur di portare alla luce storie e verità. Nonostante i pericoli corsi e le inevitabili paure, emerge con forza la consapevolezza di una scelta di campo precisa, quella di non fermarsi mai, di andare avanti a tutti i costi, conscio dei rischi ma anche della necessità del proprio ruolo.




