Valeria Golino si trasforma per "La gioia", film ispirato al caso di Gloria Rosboch

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Per interpretare il ruolo di Gioia, la protagonista del nuovo film di Nicolangelo Gelormini, Valeria Golino ha accettato una radicale metamorfosi fisica, dichiarando di essersi resa volontariamente irriconoscibile. L’attrice, la cui carriera è costellata di personaggi di grande fascino, ha infatti affrontato per la prima volta un imbruttimento completo, indossando una parrucca radi, occhiali spessi e un trucco che ne alterava i lineamenti, per calarsi nella parte di una donna la cui tragica vicenda affonda le radici in un’agghiacciante cronaca nera.

La distanza dalla cronaca e il meccanismo del dramma

Il film, che arriva nelle sale, si ispira infatti al caso di Gloria Rosboch, l’insegnante di francese di Castellamonte uccisa nel gennaio 2016 dopo essere stata sedotta e truffata da un ex allievo. Gelormini, tuttavia, come già nell’opera teatrale di Scarpinato e Salvatori da cui la pellicola è tratta, opera una dichiarata distanza dai fatti di sangue, spostando lo sguardo dall’epilogo delittuoso verso ciò che lo ha preceduto. La regia sceglie quindi di indagare, con un approccio quasi clinico, il meccanismo psicologico ed emotivo che può condurre una persona a annullarsi nel sogno di un amore costruito su menzogna, abbracciando con lucidità l’incredibile.

Il peso di una "diseducazione sentimentale"

L’interpretazione di Golino mira a restituire non il ritratto di una vittima inerme, bensì la complessità di un essere umano che, in una vita ordinaria e poco esposta, coltiva un desiderio profondo e forse infantile di diventare finalmente sé stessa. La tragedia, come suggerito dall’attrice, si compie a vari livelli e coinvolge tutti i personaggi, accomunati da una sorta di drammatica carenza di strumenti emotivi. In questa prospettiva, il Titolo del film non suona come un amarissimo paradosso, ma allude a quel frammento di autentica pienezza, per quanto effimero e distorto, per il quale la protagonista è disposta a rischiare tutto.

La scelta registica di Gelormini tra Fortuna e La gioia

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