Caccia russi nel Baltico, la Nato convoca il vertice mentre la Cina invita Mosca alla calma
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Redazione Esteri
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I caccia russi non cessano le loro provocazioni nello spazio aereo della Nato, spingendo l’Alleanza Atlantica verso una riunione straordinaria del Consiglio. La convocazione, che avverrà probabilmente martedì prossimo a Bruxelles, risponde alla richiesta formale avanzata dall’Estonia di attivare l’articolo 4 del Trattato, il quale prevede consultazioni urgenti tra gli alleati ogni volta che l’integrità territoriale di uno di essi viene percepita come minacciata. L’episodio scatenante, non isolato ma parte di un pattern inquietante, ha visto tre MiG-31 russi violare lo spazio aereo estone al largo della piccola isola disabitata di Vaindloo, un puntino nel Mar Baltico strategicamente cruciale, per ben dodici minuti.
Quella fascia di mare, del resto, è un crocevia sensibile: sui suoi fondali giacciono cavi sottomarini per le comunicazioni e gasdotti di importanza vitale, infrastrutture che rappresentano il sistema nervoso dell’Europa e che, per loro natura, sono estremamente vulnerabili a operazioni di sabotaggio o di spionaggio. Il ministro della Difesa estone, Hanno Pevkur, ha interpretato la mossa come un messaggio chiaro del Cremlino, volto a costringere l’Occidente a concentrarsi sulla propria difesa, distogliendo così risorse e attenzione dal sostegno all’Ucraina.
La tensione nel Baltico rimane palpabile, come dimostra un altro episodio occorso domenica, quando l’aviazione tedesca ha dovuto inviare due Eurofighter per intercettare e monitorare un aereo da ricognizione russo IL-20m, transitato nello spazio aereo internazionale prima di essere preso in carico dai caccia svedesi. Azioni che, sebbene tecnicamente confinate alle acque internazionali, creano un costante stato di allerta e testano la prontezza delle difese alleate. Intanto, il ministero della Difesa di Mosca ha dichiarato di aver abbattuto nella notte diciannove droni ucraini a lungo raggio, in un’escalation che non conosce tregua.




