Sabotaggi sui binari a Roma, l’ombra degli anarchici dietro il nuovo blocco dell’alta velocità

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il caos sulla rete ferroviaria italiana, con i passeggeri intrappolati nei vagoni per ore e un’intera giornata di viaggi letteralmente in fumo, si è ripetuto. Dopo gli attacchi della settimana precedente in Emilia-Romagna, che avevano già mandato in tilt i collegamenti nel giorno d’inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina, un’altra ondata di attentati ha preso di mira i nodi nevralgici dell’alta velocità alle porte di Roma. Il Frecciarossa 9524, partito da Salerno e giunto puntuale alle 9,56 a Roma Termini, attendeva di ripartire alla volta di Milano Centrale quando la situazione è degenerata: non la consueta ora di punta, ma l’inizio di un incubo fatto di tabelloni che segnavano ritardi prima di novanta, poi di centoquaranta minuti, e di convogli soppressi senza troppe spiegazioni -1-5-9.

L’origine dei disagi, come confermato dagli investigatori, è dolosa e porta la firma di una strategia ben precisa. Non si è trattato di un guasto tecnico, bensì di due azioni distinte ma coordinate: la prima nel centro manutenzione di Villa Spada, che interseca la linea ad alta velocità verso il Nord, e la seconda in via di Salone, a Corcolle, sulla direttrice opposta per il Sud -9. La benzina versata nei pozzetti per bruciare i cavi elettrici interrati è stata l’arma prescelta, un metodo apparentemente più artigianale rispetto agli ordigni ritrovati sui binari tra Bologna e Pesaro, ma altrettanto efficace nel paralizzare la circolazione. Una tecnica che dimostra una conoscenza approfondita dei punti critici dell’infrastruttura, quei luoghi meno sorvegliati e più vulnerabili dove un piccolo rogo può trasformarsi in un disastro nazionale -3-5.

La pista che gli inquirenti della Digos e della Polfer seguono con maggiore convinzione è quella anarco-insurrezionalista. Se per i fatti di Bologna e Pesaro era già arrivata, a distanza di ventiquattr’ore, una rivendicazione chiara attraverso i blog "Sottobosko" e "La Nemesi" con messaggi inequivocabili come "fuoco alle Olimpiadi", questa volta il silenzio è durato più a lungo, alimentando il sospetto di una regia che cerca di moltiplicare i fronti del conflitto -2-3-8. I comunicati precedenti parlavano della necessità di armarsi "degli strumenti della clandestinità" e di moltiplicare le azioni, un copione che sembra essersi ripetuto alla lettera. Le autorità, dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al vicepremier Matteo Salvini, non hanno usato mezzi termini: si tratta di "odiosi atti criminali" che mettono a rischio la vita delle persone e che mirano a diffondere un senso di terrore nella popolazione, approfittando della ribalta mediatica garantita dai Giochi invernali -2-3-6.

Le ripercussioni sui viaggiatori sono state pesantissime, con un effetto domino che da Roma si è propagato fino a Milano e Bologna. Alla stazione Centrale di Milano, nel pomeriggio, il caos regnava sovrano: ritardi fino a 140 minuti per i convogli in arrivo da Roma e Salerno, e soppressioni a catena per gli Italo e i Frecciarossa diretti a Torino -1-7. Un ventina di treni Alta Velocità e Intercity sono rimasti coinvolti, con percorsi deviati e tempi di percorrenza quasi raddoppiati. L’allarme sicurezza è stato immediatamente innalzato dal Viminale, che ha messo in campo un piano straordinario per blindare gli snodi tecnici della rete: pattugliamenti a tappeto, controlli dell’antiterrorismo e un’attenzione particolare alle aree meno coperte dalla videosorveglianza, proprio quei punti deboli che i sabotatori hanno imparato a colpire -3-10.

L’escalation dei numeri e il timore per i prossimi eventi

I dati diffusi dal Viminale dipingono un quadro preoccupante di escalation. Se nel 2024 gli episodi di sabotaggio erano stati appena 9, nel 2025 si è già arrivati a 49, ma è nei primi due mesi del 2026 che il fenomeno ha subito un’impennata improvvisa, superando i 51 atti -3-6. Numeri che testimoniano non solo una maggiore determinazione, ma anche una capacità operativa in crescita da parte di frange antagoniste che vedono nei grandi eventi mediatici il palcoscenico ideale per le proprie azioni dimostrative. Gli inquirenti non escludono che dietro questi raid ci sia un coordinamento più ampio, con l’obiettivo dichiarato di colpire l’immagine dell’Italia nello scenario internazionale.

E mentre i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana lavoravano per ripristinare la circolazione e rimuovere i cavi bruciati, il pensiero degli investigatori e del governo correva già al prossimo grande appuntamento: il Festival di Sanremo. La kermesse, in programma dal 24 al 28 febbraio, rappresenta un bersaglio potenzialmente ancora più esposto. L’allerta è massima e i dispositivi di sicurezza verranno potenziati in modo esponenziale: non solo sorveglianza ferroviaria, ma anche controlli con droni, postazioni dedicate della Polizia postale per prevenire attacchi informatici e verifiche serrate alle frontiere per monitorare l’ingresso di soggetti potenzialmente pericolosi -6. La provincia di Imperia, terra di confine, diventerà una zona militarizzata per evitare che il palco dell’Ariston venga trasformato, loro malgrado, in una nuova cassa di risonanza per il terrore.

sabotaggi treni Roma, attacchi alta velocità, anarchici rivendicazione, Olimpiadi Milano Cortina sicurezza, ritardi ferroviari oggi, pozzetti benzina cavi, indagini Digos Polfer, pista anarco insurrezionalista, allarme Sanremo 2026, Viminale piano antisabotaggiNuovi sabotaggi ai treni a Roma: benzina nei pozzetti e cavi bruciati bloccano l'alta velocità. Indagini sulla pista anarco-insurrezionalista e allerta per il Festival di Sanremo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.