Gli ospiti d’eccezione al Centrale per vedere Sinner: da Galliani a Ghilardi fino a Giusy Meloni
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Redazione Sport
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Ancora una volta, e sarebbe quasi diventato un rituale seguito con la discreta ossessione dei fotografi d’agenzia, il campo Centrale del Foro Italico si è trasformato in una platea dorata per assistere al terzo match di Jannik Sinner agli Internazionali Bnl d’Italia. Sugli spalti, non certo relegati nei normali distinti riservati al pubblico pagante, hanno preso posto quelli che ormai, non senza una punta di ironia giornalistica, vengono definiti i “tifosi d’eccezione”: Adriano Galliani, volto noto del calcio che conta e managing director del Monza, accanto a figure forse meno attese come Ghilardi – il cui nome circola spesso negli ambienti dello sport e della comunicazione romana – fino alla presenza, certamente la più chiacchierata della serata, di Giusy Meloni. Nessuna parentela con la presidente del Consiglio, sia chiaro, ma una coincidenza onomastica che ha fatto subito il giro dei social, alimentando quel gossip sottile che avvolge ogni evento mondano della Capitale in primavera.
Un parterre che mescola calcio, spettacolo e politica (solo nei nomi)
Se nei giorni precedenti, sugli stessi spalti, si erano già alternati personaggi del calibro di Fiorello e Andrea Bocelli – due mostri sacri dello spettacolo italiano capaci di oscurare persino la racchetta del numero uno del mondo – questa volta il mix ha virato decisamente verso il pallone e le sue propaggini dirigenziali. In particolare, alcuni giocatori della Roma si sono materializzati in tribuna: Malen, Pisilli e Rensch, tre nomi che i tifosi giallorossi conoscono bene seppur con ruoli e minutaggi diversi. L’intera scena, del resto, restituisce l’immagine di un torneo che non è più solo un Masters 1000, ma un palcoscenico dove lo sport si contamina volentieri con il jet set e dove Sinner, suo malgrado, diventa l’attrazione principale anche fuori dal campo.
Il rovescio della medaglia: Pellegrino e il paradosso di una settimana da favola
Mentre i vip si contendevano un selfie con il campione altoatesino, dall’altra parte della rete – e della notorietà – c’era Andrea Pellegrino, classe ’95, 29 anni, originario di Bisceglie. Lui, per usare una metafora tennistica, ha giocato la partita della vita contro Sinner, finendo poi letteralmente a pezzi il giorno dopo: «Ho dormito, ero stanchissimo – ha raccontato rispondendo al telefono direttamente dal letto – tra qualificazioni e torneo ho giocato sei partite consecutive». Un dolore fisico, certo, ma accompagnato da una felicità interiore così dirompente da meritare qualche ora di riposo in più. Pellegrino, però, non si è limitato a raccontare la stanchezza: ha anche svelato un retroscena che fa riflettere sul mestiere dei tennisti minori, quelli che non compaiono nelle copertine. Per mantenermi, ha detto, «facevo gli shooting fotografici». Una frase che getta una luce cruda su quanto sia sottile il confine tra la gloria di un ottavo di finale in un Masters 1000 e la precarietà economica che caratterizza il resto dell’anno.
Numeri da capogiro (per il suo portafogli): il guadagno di Pellegrino in quattro partite
Ed ecco il vero paradosso, quello che i tabelloni non raccontano ma che le buste paga sì. Agli Internazionali Bnl d’Italia, Andrea Pellegrino ha collezionato quattro partite – quelle che lo hanno portato per la prima volta agli ottavi di finale di un Masters 1000 – e ha incassato 92.470 euro soltanto dal main draw. Una cifra che, per un giocatore fuori dai radar dell’élite, assume conti quasi surreali: da sola supera quanto lui aveva accumulato complessivamente nei quattro mesi precedenti, fermo intorno ai 90 mila euro. Tradotto: in una settimana, Pellegrino ha guadagnato più che nell’intera prima parte della stagione. La sconfitta con Sinner, insomma, per quanto inequivocabile sul piano tecnico, si trasforma in una vittoria economica tale da ribaltare il senso di un’annata intera, se non di una carriera. Per lui, il Foro Italico non è stato solo il palcoscenico di un’impresa sportiva, bensì la cassa di risonanza di un piccolo miracolo finanziario che nessun ranking avrebbe mai potuto predire.




