Sampdoria, il silenzio dopo la débâcle di Chiavari

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un silenzio carico di tensione, quello che avvolge la Sampdoria nelle ore successive alla sconfitta per 3-1 sul campo della Virtus Entella, un esito che, al di là del punteggio, ha assunto i contorni di una resa senza appello. I fischi fragorosi dei tifosi blucerchiati, che hanno accompagnato la squadra già prima del fischio d'inizio e per tutta la durata di un match mai realmente disputato, costituiscono la colonna sonora di una serata che la società, nuovamente nel mirino delle contestazioni, sta metabolizzando lontano dai riflettori. La decisione di chiudersi in un mutismo stampa, una scelta che parla da sé, lascia intendere come all'interno della compagine genovese si stiano vivendo momenti di profonda riflessione, destinati a concludersi con scelte ineludibili.

Una panchina che trema

Al centro della bufera, com'era prevedibile, si trova la posizione di Massimo Donati, il cui futuro sulla panchina della Sampdoria appare sempre più in bilico. La dirigenza, che gli aveva affidato la guida tecnica con l'obiettivo di risalire la china, si è concessa un tempo di valutazione – stimabile tra le ventiquattro e le quarantotto ore – per deliberare se proseguire con l'attuale staff oppure operare un cambiamento, ritenuto ormai da molti necessario per tentare di dare una scossa a un gruppo che a Chiavari è parso visibilmente smarrito. Quella di ieri sera, del resto, rappresenta soltanto l'ultima di una serie di batoste, la quinta sconfitta nelle prime otto gare del campionato, un rendimento che ha prodotto una classifica definibile, senza mezzi termini, come terrificante.

Il derby storico dell'Entella

Se per la Sampdoria la partita al Comunale di Chiavari è stata l'ennesima delusione, per l'Entella ha significato invece scrivere una pagina di storia, celebrando il primo derby contro i blucerchiati con una prestazione monumentale. I sei minuti iniziali, quelli che hanno di fatto deciso l'incontro, hanno messo in luce una differenza abissale d'intensità e di voglia di ottenere il risultato; una spinta che i padroni di casa hanno mantenuto viva per tutta la durata della gara, creando anche altre nette occasioni per ampliare ulteriormente il vantaggio. Il fattore campo, con la squadra di casa che mantiene intatta la propria imbattibilità interna, ha giocato un ruolo determinante, permettendo ai biancocelesti di agganciare un bottino di nove punti in classifica.

Le voci della tifoseria e lo smarrimento in campo

A rendere ancor più cupo il quadro per la Sampdoria sono state le reazioni del proprio settore di tifosi, il quale, gremito di bandiere e striscioni, non ha risparmiato critiche feroci. I cori, che nel finale di gara invitavano la squadra a "tirare fuori gli attributi", e l'amaro "meritiamo di più" risuonato dagli spalti, sintetizzano perfettamente la distanza percepita tra chi segue la squadra e quanto visto in campo. Una delusione che, va sottolineato, non si è indirizzata soltanto verso i calciatori o lo staff tecnico, ma ha investito in pieno la società, ritenuta da molti la principale artefice di una situazione che appare ormai al limite della crisi aperta.

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