Una Fiorentina inaspettatamente fragile rischia tutto contro il Polissya
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Redazione Sport
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Al Mapei Stadium di Reggio Emilia, dove la Fiorentina è di casa in questa fase di Conference League, si è materializzato uno scenario che in pochi avevano previsto. La squadra di Pioli, dopo il netto 3-0 dell’andata in terra ucraina, ha infatti offerto un primo tempo di sonnolenza e ingenuità difensiva, venendo punita da un Polissya determinato e molto più acuto. I padroni di casa, che schieravano un undici con molti titolari, incluso il nuovo arrivo David De Gea tra i pali, sono passati in svantaggio dopo appena due minuti: un gol di Nazarenko, il quale, sfruttando una ripartenza velocissima, ha bruciato le retrovie viola sull’1-0.
La situazione, già complicata, è precipitata pochi minuti dopo, al 14’, quando Andriyevskyi ha firmato il raddoppio con una conclusione di pregevole fattura dal limite dell’area. L’azione, partita ancora una volta dalla fascia destra avversaria con Talles Costa, che ha superato troppo agevolmente Parisi, ha visto il pallone arrivare ai piedi del centrocampista dopo una respinta di Marì, il quale non ha esitato a calciare di prima intenzione. Un gol, quello di Andriyevskyi, che ha ulteriormente complicato le cose per gli italiani, i quali, seppur favoriti dal largo margine dell’andata, hanno mostrato crepe inaccettabili nel reparto arretrato.
Non è mancata, è vero, la reazione offensiva della formazione viola, la quale ha cercato di riaprire i giochi; a un minuto dal termine del primo tempo, Fazzini ha perfino trovato il palo dopo una personale incursione a fil di correttezza. Quell’asta di legno, però, non è bastata a riscattare una frazione di gioco largamente insufficiente, che ha riportato gli spettatori e la società a discutere di quei problemi di concentrazione che troppo spesso hanno afflitto la squadra in passato. L’unica nota positiva, forse, è il largo margine di vantaggio ereditato dalla trasferta, un margine che però non giustifica un approccio così superficiale.




