Rielezione di Lula in Brasile: poveri e minoranze fanno la differenza
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Redazione Esteri
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La rielezione di Lula alla guida del Brasile è stata sancita dalle urne grazie a 4,4 milioni di voti in più, un risultato costruito soprattutto tra le fasce più povere della popolazione e tra le minoranze. Il presidente resta dunque in sella dopo una consultazione in cui ha pesato anche il timore, diffuso in una parte dell'elettorato, di tornare a una condizione di subalternità rispetto agli Stati Uniti guidati da Donald Trump.
Il voto prolungato per disposizione della Corte suprema
Le operazioni di voto avrebbero dovuto concludersi alle 17 di domenica, ma la Corte suprema (Stf) ne ha disposto la proroga per permettere agli elettori di raggiungere i seggi nei territori colpiti da tagli alle linee di autobus o da condizioni meteo avverse. Dopo quell'orario sono stati registrati appena 35.521 voti per le Presidenziali, un numero minimo se confrontato con i milioni di schede scrutinate. La decisione dei giudici ha riguardato quindi le aree dove gli spostamenti erano diventati più difficili nel giorno del voto.
Il profilo di un presidente al quarto mandato
A tornare a sostenerlo sono stati dunque i brasiliani con meno risorse e i gruppi minoritari, in un Paese dove il leader del Partito dei Lavoratori è una figura nota da oltre vent'anni. Già capo dello Stato dal 2003 al 2010, aveva riconquistato la presidenza nelle elezioni del 2022 ed è rientrato al Planalto nel gennaio 2023. Con la conferma di queste ore si apre il suo quarto mandato complessivo, dopo due consecutivi nel primo decennio del secolo e quello ancora in corso.
Tra i primi a farsi sentire sul piano internazionale c'è stata la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, che in una nota ha espresso congratulazioni per la rielezione e per «la straordinaria prova di partecipazione elettorale» del popolo brasiliano. Meloni ha aggiunto che Italia e Brasile «continueranno a lavorare insieme sui principali dossier bilaterali e sulle tante sfide comuni che ci attendono, nello spirito di amicizia che unisce i nostri popoli».
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