Governo Meloni: Possibile Rimodulazione dell'Assegno Unico per i Figli
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Redazione Interno
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Il governo Meloni sta valutando una possibile rimodulazione dell'assegno unico per i figli, una misura introdotta dall'ex primo ministro Mario Draghi nel 2021. Secondo le indiscrezioni riportate dal quotidiano 'la Repubblica', l'esecutivo starebbe lavorando per modificare i criteri di accesso a questo beneficio, che attualmente prevede un massimo di 200 euro per figlio.
Le Motivazioni Dietro la Rimodulazione
I costi elevati, pari a 20 miliardi di euro sul bilancio dello Stato, e l'assenza delle famiglie straniere tra i beneficiari sono tra le principali ragioni che spingono Palazzo Chigi a rivedere la misura. L'obiettivo è quello di rendere l'assegno unico più sostenibile e inclusivo, senza però perdere di vista il sostegno alla genitorialità, soprattutto in un contesto di forte denatalità.
Le Nuove Ipotesi allo Studio
Tra le ipotesi allo studio, vi è quella di ridurre l'assegno base da 57 euro a figlio per le famiglie che non presentano l'ISEE o che hanno un ISEE superiore ai 45 mila euro. Le risorse risparmiate verrebbero destinate alle famiglie numerose, con disabili o con una storia di lavoro radicata in Italia. Inoltre, come già avvenuto con il Reddito di cittadinanza, potrebbe cambiare anche il nome del bonus.
Le Reazioni Politiche
La notizia ha suscitato reazioni contrastanti. Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia alla Camera, ha definito la cancellazione totale dell'assegno unico una "fake news", smentita anche dal ministro Giorgetti. Tuttavia, l'opposizione ha promesso di combattere in Parlamento contro eventuali modifiche che potrebbero escludere alcune categorie dall'accesso ai fondi.
Il Futuro dell'Assegno Unico
Per il governo e la maggioranza, le misure di sostegno per chi ha figli rimangono una priorità nella prossima legge di Bilancio, accanto al taglio del cuneo fiscale. La senatrice Paola Mancini, membro della commissione Lavoro del Senato, ha sottolineato l'importanza di non perdere di vista il sostegno alla genitorialità in un periodo di forte denatalità.




