Alcaraz e Sinner, la finale di Roma che spegne la bromance: "Non siamo amici, ma rivali"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Quella che fino a pochi mesi fa sembrava un’amicizia destinata a simboleggiare il passaggio di testimone nel tennis mondiale, oggi si è trasformata in una rivalità senza mezzi termini. Carlos Alcaraz, fresco della vittoria in semifinale contro Lorenzo Musetti, non ha usato giri di parole quando gli è stato chiesto del rapporto con Jannik Sinner: "In questi mesi non l’ho sentito. Non siamo amici, ma rivali". Una dichiarazione che suona come un punto di svolta, se si pensa alle immagini dei due che ridevano insieme durante la preparazione invernale ad Alicante, o alle parole di stima scambiate all’Accademia Equelite, dove lo spagnolo aveva persino inaugurato un campo a suo nome.
Quella che si giocherà domenica al Foro Italico non è solo la finale di un torneo, ma lo scontro tra i due tennisti più forti del momento, capaci di riempire gli spalti e accendere gli animi con scambi già entrati nella storia. Dai duelli a Parigi nel 2021 a quelli di Pechino e Indian Wells dello scorso anno, ogni loro incontro ha regalato emozioni, e quello di Roma – che ha battuto ogni record di pubblico e prestigio – non sarà da meno. Se c’è chi avrebbe preferito una sfida tutta italiana tra Sinner e Musetti, eliminato in semifinale da Alcaraz, pochi potranno lamentarsi di assistere a un match che, per intensità e qualità, potrebbe anticipare i toni del prossimo Roland Garros




