Basket, la capitale a due facce: il sogno Nba di Doncic e la scalata di Matiasic
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Redazione Sport
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Una data destinata a restare impressa nella storia della pallacanestro capitolina. Il 25 giugno 2026, mentre la superstar dei Los Angeles Lakers Luka Doncic calpestava il parquet appena posato sopra il campo da tennis del Centrale del Foro Italico per realizzare il suo primo canestro simbolico, si chiudeva un capitolo e se ne apriva uno totalmente inedito per il basket romano. La giornata di eventi, che aveva preso il via al playground di San Lorenzo davanti a circa 1.
200 ragazzi, è stata anche il sigillo di un'operazione di mercato che, nelle stesse ore, riceveva la sua definitiva ratifica istituzionale. La capitale, orfana di una formazione nella massima serie dal 2020, si prepara a vivere una stagione storica con ben due club iscritti al prossimo campionato di Serie A.
Il progetto Doncic-Nelson: un sogno europeo che parte da Roma
L'operazione che porta la firma di Luka Doncic e del dirigente Nba Donnie Nelson è ormai una realtà consolidata. Lo sloveno, che non ha mai nascosto il desiderio di possedere un team europeo, è il finanziatore principale del Roma Basketball Club Spqr. La cordata ha rilevato il titolo sportivo della Vanoli Cremona, ottenendo a maggio il via libera dal Consiglio federale per il trasferimento a Roma.
Durante la sua visita capitolina, l'astro dei Lakers ha incontrato il presidente della Fip Gianni Petrucci e il sindaco Roberto Gualtieri, ricevendo il pieno sostegno istituzionale per un progetto che ambisce a portare la capitale nell'orbita della futura Nba Europe. Il primo tassello della nuova squadra è già stato annunciato dal diretto interessato: il playmaker italoamericano Nico Mannion è la prima firma del club. Intanto, il sogno di un'arena moderna prende forma, con la copertura del Centrale del Foro Italico che potrebbe trasformarlo nella casa del club entro il 2028.
Il colpo di scena Matiasic: Brescia si trasferisce nella capitale
Se il progetto di Doncic era già noto da settimane, la vera sorpresa di queste ore è rappresentata dalla seconda operazione. L'imprenditore americano Paul Matiasic, attuale proprietario della Pallacanestro Trieste, ha lavorato sottotraccia per portare un'altra società nella capitale. L'obiettivo è il trasferimento del titolo della Germani Brescia, finalista scudetto nella stagione appena conclusa.
La documentazione per lo spostamento della sede legale del club lombardo è stata presentata entro i termini federali, e l'ufficialità è attesa nelle prossime ore da un consiglio federale straordinario. Questa mossa, se confermata, creerà un derby cittadino di altissimo profilo, contrapponendo il neonato club della cordata Nelson-Doncic a una formazione già rodata e abituata a lottare per i vertici del campionato, che giocherà le sue partite casalinghe al PalaEur.
Le complessità societarie e il futuro del basket italiano
L'arrivo di due squadre nella capitale non è esente da complessità burocratiche e societarie. La normativa federale vieta a un unico proprietario di detenere il controllo di due club nello stesso campionato, un vincolo che costringe Matiasic a ridefinire la sua posizione a Trieste. Secondo le indiscrezioni, l'imprenditore si sarebbe già dimesso dalla presidenza del club giuliano, con l'obiettivo di cedere le quote a un fondo americano per rispettare le regole.
Dall'altra parte, il presidente di Brescia Mauro Ferrari potrebbe acquisire un altro titolo per mantenere viva la tradizione cestistica della città lombarda in una categoria inferiore. Nel mezzo di questa riorganizzazione, si inseriscono anche le scadenze per le iscrizioni alle competizioni europee, come la Basketball Champions League, che potrebbero ulteriormente complicare i calendari decisionali delle società coinvolte.
Roma si riprende il basket che conta
Al di là degli intricati meccanismi burocratici e delle manovre di mercato, il dato politico e sportivo è inequivocabile. Dopo anni di assenza, la Serie A di basket torna a essere un argomento centrale nel dibattito sportivo della capitale. Lo slogan lanciato da Luka Doncic al suo arrivo, "Basketball is coming back to Rome", si sta trasformando in una realtà tangibile e doppia.
Con il Roma Basketball Club Spqr, forte del richiamo mediatico internazionale del suo proprietario e della nuova stella Mannion, e con la seconda formazione che nascerà dal trasferimento di Brescia, la capitale si prepara a rivivere la febbre del derby. Una prospettiva che fino a pochi mesi fa appariva utopica, e che ora si concretizza con un'intensità che promette di rivoluzionare gli equilibri dell'intero movimento cestistico italiano.




