Grillo jr piange in aula e nega lo stupro: il pm chiede la condanna
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Redazione Interno
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Ciro Grillo, figlio del noto comico e politico Beppe Grillo, ha scelto l’udienza decisiva per presentarsi davanti ai giudici del tribunale di Tempio Pausania, dopo aver disertato le precedenti audizioni. Imputato, insieme a tre amici genovesi, per violenza di gruppo ai danni di una studentessa italo-norvegese nell’estate del 2019, ha negato ogni accusa con le lacrime agli occhi: «Non mi sono mai approfittato di lei».
La requisitoria del pubblico ministero Gregorio Capasso, inizialmente prevista per ieri, è stata rinviata a questa mattina a causa del caldo eccessivo che ha costretto alla sospensione dell’udienza. Un rinvio che si aggiunge ai numerosi ritardi di un processo cominciato male e proseguito tra intoppi procedurali, diventando emblema delle criticità della giustizia italiana. Le indagini, durate 16 mesi, e i successivi slittamenti hanno dilatato i tempi in modo tale da far apparire il caso come un "processo-lumaca", specchio di un sistema che spesso non risponde alle esigenze delle parti in causa, siano esse vittime o imputati.
Grillo, che fino a ieri aveva evitato di comparire in aula, ha deciso di rompere il silenzio proprio nel momento in cui il pm si apprestava a chiedere la condanna per tutti gli accusati. «A dicembre diventerò papà», ha detto commosso, cercando di dipingere un’immagine di sé lontana dallo stereotipo del giovane finito al centro di un’inchiesta per reati sessuali. Due dei suoi coimputati, invece, hanno mantenuto un profilo basso, astenendosi dal rilasciare dichiarazioni.
La vicenda risale alla notte del 2019, quando la studentessa fu invitata nella villa di famiglia a Cala di Volpe, in Costa Smeralda. Quella serata, descritta dalla giovane come un incubo, è al centro delle accuse che vedono coinvolti i quattro ragazzi, i quali sostengono invece la propria innocenza. Il pm Capasso, dopo anni di indagini e udienze rinviate, ha ora chiesto una condanna esemplare, definendo i fatti «gravissimi».




