Mercati finanziari in crisi: venerdì nero
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Redazione Economia
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I timori di una possibile recessione negli Stati Uniti e in Cina hanno scatenato un "venerdì nero" sui mercati finanziari globali. La giornata è iniziata con un crollo del 5,81% a Tokyo, il peggiore dal "lunedì nero" del 19 ottobre 1987. Le borse europee hanno seguito a ruota e, con l'apertura di Wall Street, anch'essa in rosso, la situazione è peggiorata ulteriormente.
Crollo dei titoli tecnologici
Uno dei principali fattori scatenanti è stato il crollo di Intel a Wall Street, con una perdita del 26%. Il colosso americano dei microchip ha mancato le stime dei ricavi trimestrali e ha annunciato un piano di tagli da 10 miliardi di dollari, che prevede 15.000 licenziamenti. Questo ha trascinato al ribasso l'intero settore tecnologico.
Timori di recessione
I dati macroeconomici americani hanno evidenziato un'economia in difficoltà, alimentando i timori di una recessione imminente. Anche l'avvicinarsi del taglio dei tassi di interesse, che penalizzerà gli utili delle banche, ha contribuito alle vendite in borsa.
Perdite significative in Europa
Le borse europee hanno subito perdite significative. A Parigi, il Cac 40 ha chiuso in calo dell'1,61%, a Londra il Ftse 100 dell'1,31% e a Francoforte il Dax 30 è arretrato del 2,33%. Milano ha registrato le perdite peggiori, con un calo del 2,55%, che si aggiunge alla perdita del 2,68% del giorno precedente.
La giornata di venerdì ha visto una caduta libera dei mercati azionari globali, causata da una combinazione di fattori, tra cui il crollo dei titoli tecnologici e i timori di una recessione. La situazione resta incerta e i mercati potrebbero continuare a essere volatili nelle prossime settimane.




