Stellantis smentisce la produzione del motore 2.2 MHEV, era una notizia falsa
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Redazione Economia
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La notizia, che aveva iniziato a circolare con insistenza attraverso un canale televisivo locale, prometteva una significativa inversione di tendenza per lo stabilimento Stellantis di Pratola Serra, alimentando speranze in un comparto industriale che vive fasi alterne. Si parlava, con toni che sembravano certi, di un imminente avvio della produzione per un nuovo motore diesel, un due litri e due decine di cubatura, integrato con la tecnologia MHEV per una ibridazione leggera, presentato come un progetto "tutto italiano" destinato a rilanciare il sito produttivo. Quella che era parsa come una svolta concreta, quasi un presagio di stabilità occupazionale e di innovazione tecnologica, si è però dissolta in poche ore, lasciando il posto a una realtà più complessa e a una smentita ufficiale che ha riportato l'attenzione su quanto sia delicato il settore.
La dinamica della notizia infondata
Secondo quanto riportato inizialmente, l'annuncio sarebbe stato fatto direttamente ai sindacati, un dettaglio che conferiva alla vicenda un'apparenza di ufficialità e di concretezza difficilmente confutabile. Il motore, nelle intenzioni attribuite al gruppo, avrebbe dovuto rappresentare una risposta alla transizione energetica, un tentativo di mantenere competitiva la propulsione a gasolio aggiornandola con sistemi elettrici di supporto. Tuttavia, fonti interne all'azienda hanno prontamente smentito categoricamente l'esistenza di tale progetto produttivo, definendo la notizia come un "fake" e chiarendo che non vi sono piani di questo tipo per lo stabilimento irpino, il cui futuro rimane oggetto di valutazioni più ampie.
Il contesto competitivo oltre Stellantis
Mentre Stellantis deve gestire queste voci, il panorama automobilistico globale mostra segnali contrastanti. Se da un lato Toyota, per esempio, sta sviluppando una nuova famiglia di motori a combustione interna – tra i quali spicca un quattro cilindri turbo da due litri – dimostrando che la ricerca sul termico non si è arrestata, dall'altro l'avanzata di gruppi come il cinese BYD e di altri colossi orientali, tra cui Chery con i suoi marchi Omoda e Jaecoo, si fa sempre più pressante. Questi ultimi, in particolare, stanno concentrando una parte significativa della loro strategia di espansione europea proprio sul mercato italiano, creando un quadro competitivo ulteriormente articolato per la casa madre di Fiat e delle altre sue marche.
Le voci dalla Formula 1 e il caso Ferrari
In un ambito completamente diverso, ma pur sempre legato al mondo dei motori e della competizione, Alessandro Benetton è recentemente intervenuto per commentare la situazione della Scuderia Ferrari in Formula 1. L'imprenditore ha sottolineato come il team di Maranello, nonostante l'ingaggio di un pilota esperto e pluricampione del mondo come Lewis Hamilton, sembri ancora alla ricerca di una figura carismatica in grado di guidarlo con l'autorevolezza e la determinazione che caratterizzavano l'era di Michael Schumacher. Un'osservazione che, al di là delle opinioni personali, riflette le attese e le pressioni che gravano sulla squadra italiana, la quale fatica a tradurre in vittorie e titoli mondiali le sue potenzialità.




