Casa, algoritmo e banche dati contro evasione
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Redazione Economia
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Il governo Meloni ha deciso di intensificare la lotta contro l'evasione fiscale nel settore immobiliare, puntando su un potenziamento degli incroci di informazioni per effettuare controlli mirati. L'obiettivo è verificare chi ha usufruito dei bonus edilizi negli ultimi anni e se ha aggiornato le rendite catastali. Inoltre, si lavora per scovare le cosiddette "case fantasma", ovvero quelle non incluse nei registri del Catasto. Un altro strumento chiave sarà il codice identificativo nazionale per gli affitti brevi, utilizzato per combattere il nero nelle locazioni.
Le case ristrutturate con il superbonus e il sismabonus dal 2019 in poi sono ora sotto la lente del Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef), che intende verificare la necessità di aggiornare le loro rendite catastali. Ville e villette, situate in pianura e montagna, nel Nord e Centro-Nord, appartenenti a famiglie benestanti, sono al centro di questa revisione. Secondo uno studio della Cgia di Mestre, riportato da AdnKronos, queste proprietà hanno beneficiato di un restyling strutturale grazie ai bonus edilizi.
Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha annunciato lo scorso 8 ottobre, durante l'audizione sul Piano strutturale di Bilancio in Parlamento, che il valore di mercato delle case in città cresce più rapidamente delle rendite catastali. Questo significa che per un proprietario di immobili a Pavia, ad esempio, il capitale acquista valore più velocemente di quanto aumentino le imposte calcolate sulla rendita catastale.
Il governo intende mappare le proprietà non incluse nei registri del Catasto e utilizzare il codice identificativo nazionale per gli affitti brevi come strumento antievasione.




