Rivoluzione delle concessioni balneari in Italia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Il verdetto del Consiglio di Stato
A inizio maggio, il Consiglio di Stato ha confermato per la terza volta che le concessioni demaniali delle spiagge sono scadute lo scorso 31 dicembre 2023. Le amministrazioni devono quindi metterle a gara entro la fine del 2024, dando così finalmente applicazione alla direttiva Bolkestein. Quest'ultima ha già causato l'avvio di una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia da parte dell’Unione Europea per inottemperanza.
La posizione della Calabria
La Giunta della Regione Calabria ha approvato un’importante delibera sulle concessioni balneari. La regione, abbracciata dal mare a est, a ovest e a sud, vanta quasi 800 chilometri di coste. Il piano regionale, normato da una legge regionale del 2005, prevede che il 70% delle spiagge possa essere dato in concessione per finalità turistico-ricreative, riservando un 30% di spiaggia libera.
La Calabria e la direttiva Bolkestein
La Regione Calabria ha preso una posizione forte riguardo alla direttiva Bolkestein. Secondo le dichiarazioni della Giunta, l'87% delle spiagge calabresi è libero. Questo dato, unito alla grande disponibilità di coste, permette alla regione di mantenere un ampio margine di spiagge libere pur concedendo una parte significativa per finalità turistiche. In questo modo, la Calabria sembra voler "cancellare" la direttiva Bolkestein, affermando la propria autonomia in materia di gestione delle spiagge.




