La questione delle concessioni balneari in Italia: un dibattito aperto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Commissione europea ha preso atto della sentenza del Consiglio di Stato sul contenzioso in corso con l'Italia sulle concessioni balneari. Le discussioni con Roma restano aperte e la decisione di avviare questa procedura di infrazione è stata presa perché gli Stati hanno un obbligo di assicurare che le autorizzazioni su risorse naturali su cui vi sia scarsità nella disponibilità, e limitatezza nel numero, siano concesse per durate limitate e mediante procedure pubbliche aperte, aggiudicate sulla base di criteri obiettivi.

Il dibattito sulle concessioni balneari

La recente sentenza emessa dal Consiglio di Stato riguardante la scadenza delle concessioni demaniali per le spiagge italiane ha sollevato numerose critiche e dubbi sul futuro della gestione del litorale. La decisione, che conferma la scadenza al 31 dicembre dell'anno precedente e richiede l'avvio immediato di procedure di gara per l'assegnazione delle concessioni, ha lasciato la maggior parte dei balneari perplessi e insoddisfatti.

Il dialogo tra il governo e l'UE

Il dialogo tra il governo e i funzionari europei sulle concessioni balneari è un’infinita tela di messaggi che non spostano di una virgola la questione: per la Commissione la tesi italiana, che punta a procrastinare le gare, non è sostenibile. E il perdurante stallo ha un effetto paradossale: secondo quanto ricostruito al Sole 24-Ore, il governo ha messo in stand by un decreto legge salva-infrazioni, perché sarebbe politicamente molto complicato varare il provvedimento, per quanto urgente, senza risolvere, anzi senza menzionare affatto, il tema delle concessioni demaniali marittime.

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