La gioia dei frati per il nuovo vescovo Accrocca, Sorrentino lascia Assisi
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Redazione Interno
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Nella cornice solenne della Basilica di Santa Maria degli Angeli, al termine delle celebrazioni per l’apertura dell’ottavo centenario del transito di san Francesco, monsignor Domenico Sorrentino ha annunciato, con un gesto carico di significato, la propria successione. A lui, che lascia il governo pastorale delle diocesi unite di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, subentra monsignor Felice Accrocca, fino a ieri arcivescovo metropolita di Benevento, nominato direttamente da papa Leone XIV. La scelta, che unisce nuovamente le due sedi umbre in persona Episcopi conferendo ad Accrocca il Titolo ad personam di arcivescovo, segna un passaggio cruciale per la Chiesa locale, chiamata a guidare il cammino spirituale in una terra dal profondo valore simbolico per il cattolicesimo mondiale.
La reazione del Sacro Convento
A esprimere il sentimento di una parte significativa del mondo francescano è stato fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento, il quale, appresa la notizia, ha subito manifestato una composta ma palpabile soddisfazione. Le sue parole, nel riconoscere la “prestigiosa e impegnativa nomina” del nuovo presule, hanno bilanciato l’entusiasmo per il futuro con un doveroso omaggio al lavoro svolto da Sorrentino, del quale si è sottolineato il servizio negli anni trascorsi alla guida della diocesi. Un ringraziamento sentito, quello del frate, che risuona come un atto di rispetto per un ministero concluso in un momento così carico di storia, mentre le stesse mura della Porziuncola si preparano a vivere un anno giubilare.
Le implicazioni di un incarico prestigioso
L’arrivo di Accrocca ad Assisi, infatti, non rappresenta un semplice avvicendamento ma assume i caratteri di una missione di particolare delicatezza e visibilità, considerando il ruolo universale della città serafica. L’arcivescovo, studioso di fama e pastore di esperienza, si troverà a custodire un patrimonio non solo spirituale ma anche culturale di inestimabile valore, in un periodo che vedrà un afflusso di fedeli da ogni continente. D’altra parte, la decisione del Pontefice di mantenergli il titolo arcivescovile, seppure ad personam, ne conferma l’autorità e il riconoscimento all’interno della Curia, segnalando una continuità di indirizzo che dovrà misurarsi con le sfide di una pastorale contemporanea in un territorio unico.
Gli sviluppi a Benevento e gli eco politici
La partenza di Accrocca da Benevento, resa ufficiale con la pubblicazione delle bolle pontificie, ha immediate conseguenze organizzative nella diocesi campana, dove il vicario generale è stato delegato ‘ad omnia’ in attesa di nuove disposizioni. La notizia, oltrepassando i confini delle cronache strettamente ecclesiastiche, ha trovato eco anche in ambito civile, come dimostra il commento pubblico di un consigliere regionale campano, il quale ha voluto sottolineare la portata della nomina definendola “prestigiosa”. Una presa di posizione che, sebbine esterna agli ambienti diocesani, evidenzia come certi movimenti nella Chiesa cattolica risuonino in ambiti più ampi, intersecando a volte i percorsi delle istituzioni secolari.




