Leone XIV nomina monsignor Michele Autuoro arcivescovo di Benevento
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Redazione Interno
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Sessant’anni vissuti nel segno della missione, compresi trentacinque di sacerdozio, e ora una nuova chiamata a guidare una porzione di Chiesa radicata nelle aree interne del Sannio, dove la fede – lo ha più volte ripetuto lui stesso – si misura nella quotidianità e nella tenuta delle relazioni più che nei fasti della ritualità. È il tratto distintivo del cammino di monsignor Michele Autuoro, napoletano di Procida (classe 1966), che lascia l’incarico di vescovo ausiliare e vicario generale di Napoli per diventare arcivescovo di Benevento. La nomina, arrivata direttamente da papa Leone XIV, è stata comunicata pochi giorni prima della processione in onore di san Gennaro, il patrono del capoluogo campano, avvenuta lo scorso 2 maggio: un tempismo che ha conferito al commiato dal clero partenopeo un sapore quasi liturgico, tra l’affetto sincero e la consapevolezza della difficoltà della partenza.
L’addio a Napoli e lo sguardo verso le aree interne
Ordinato sacerdote nel 1991 per l’arcidiocesi di Napoli, Autuoro ha attraversato esperienze diversificate che vanno dall’impegno educativo in seminario al ministero parrocchiale, fino ad approdare a responsabilità nazionali nel campo della cooperazione missionaria in seno alla Conferenza episcopale italiana e alla Fondazione Missio. È proprio quella lunga militanza nel sociale, unita a una concezione della guida pastorale come paternità capace di indicare il cammino – senza mai dimenticare le coordinate del Concilio Vaticano II e dell’*Evangelii gaudium* –, ad aver convinto il pontefice a destinarlo a Benevento. Una scelta, quest’ultima, che mira a rafforzare una Chiesa locale storicamente legata alle aree interne, dove l’abbandono dei territori e la scarsità di clero giovane rappresentano sfide annose.
Il benvenuto del presidente Lombardi e le prime reazioni istituzionali
Il presidente della Provincia di Benevento, Nino Lombardi, ha voluto rompere gli indugi porgendo un saluto ufficiale al presule entrante. «Papa Leone XIV ha indicato il successore di monsignor Felice Accrocca alla guida dell’Arcidiocesi di Benevento nella persona di monsignor Michele Autuoro: a lui, dunque, va il cordiale e sentito messaggio di benvenuto in terra sannita», ha dichiarato Lombardi, sottolineando come la nomina rappresenti una «notizia importante per l’intera società civile», non solo per l’istituzione ecclesiastica. Un benvenuto che, al di là delle formule di rito, testimonia l’aspettativa di un dialogo fattivo tra la nuova curia arcivescovile e gli enti locali, specialmente in una fase storica in cui i fondi europei per la coesione territoriale richiedono progettualità condivise.
La lezione del cardinale Battaglia: «Sporcarsi le mani»
Proprio durante l’incontro di commiato con il clero partenopeo, organizzato dall’arcivescovo di Napoli cardinale don Mimmo Battaglia, è risuonato un appello che sembra tracciare idealmente la rotta anche per il ministero di Autuoro a Benevento. «L’ultima parola non sarà della morte né della violenza. Il bene vincerà. Ma c’è bisogno di mettersi in gioco, è il momento di sporcarsi le mani», ha detto Battaglia, radunando i preti napoletani per salutare il loro ausiliare partente. Nessuna retorica, dunque, ma una consegna esplicita: la guida pastorale – e tanto più quella in una diocesi che vive le contraddizioni del Mezzogiorno interno – non può ridursi alla gestione burocratica o al cerimoniale. Dovrà invece calarsi nelle pieghe di un territorio segnato, tra l’altro, da vicende giudiziarie complesse (si pensi alle inchieste sugli appalti pubblici e sui condizionamenti criminali in alcune aree del Sannio), senza mai perdere di vista la funzione educativa e di prossimità. L’eredità di Accrocca, che lascia dopo anni di lavoro silenzioso, non sarà semplice da raccogliere. Ma Autuoro, forte della sua esperienza tra Napoli e i progetti missionari della Cei, sembra attrezzato per affrontarla.




