Pordenone Capitale della Cultura 2027: polemiche e soddisfazioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La proclamazione di Pordenone come Capitale Italiana della Cultura 2027, annunciata mercoledì 12 marzo a Roma dal ministro Alessandro Giuli, ha scatenato reazioni contrastanti, tra entusiasmi e critiche. La decisione, presa all’unanimità da una Commissione che aveva selezionato dieci finaliste, ha portato alla ribalta una città che, pur non essendo tra le più grandi d’Italia, ha saputo presentare un dossier ricco di contenuti e progetti culturali innovativi. Tra questi, spiccano le iniziative legate al fumetto, con il contributo del Palazzo del Fumetto e del Museo del Fumetto, che hanno giocato un ruolo chiave nella candidatura.

Emanuele Barison, maestro del fumetto e figura di spicco nel panorama culturale pordenonese, ha definito la notizia «il più bel regalo di compleanno», riferendosi ai suoi 62 anni festeggiati proprio il giorno della proclamazione. «Non ho voluto assistere alla diretta», ha raccontato, «ma l’amico Gigi Di Meo mi ha chiamato subito dopo per darmi la notizia e chiedermi un commento a caldo. Questa vittoria premia gli sforzi di tutti, compresi i nostri, che hanno lavorato per creare un dossier già di per sé ricchissimo».

Tuttavia, non tutti hanno accolto la decisione con lo stesso entusiasmo. Clemente Mastella, sindaco di Benevento e leader di Noi con l’Italia, ha espresso un duro commento, definendo la scelta «dettata da esigenze di equilibrio politico». «Siamo sbalorditi», ha dichiarato, aggiungendo che la sua città non parteciperà più a una competizione che sembra ormai «una partita dal pronostico facile». Mastella ha sottolineato il suo «forte sospetto» che la selezione sia stata influenzata da dinamiche politiche, piuttosto che da meriti culturali oggettivi.

Di tono diverso le parole di chi, come Di Tullio, ha preferito guardare alla sconfitta come un’opportunità di crescita. «Le voci critiche sono sempre una fortuna e non dei fastidiosi rompiscatole», ha affermato, sottolineando che la grandezza di un’amministrazione si misura soprattutto nella capacità di affrontare le sconfitte con obiettività e senza ricorrere a scuse pretestuose. «Sarà importante, superata la delusione, ragionare con modestia sulle ragioni di questa sconfitta», ha aggiunto, evitando di attribuire la colpa a differenze politiche, come quelle che separano Pordenone da altre città partecipanti.

Intanto, il Tg Cultura dell’edizione di giovedì 13 marzo 2025 ha dedicato ampio spazio alla notizia, inserendola in un contesto più ampio che include eventi come la Milano Art Week e mostre dedicate a Frida Kahlo. Pordenone, dunque, si prepara a diventare un punto di riferimento culturale per il Paese, con l’obiettivo di valorizzare non solo il suo patrimonio artistico, ma anche le sue eccellenze, come il fumetto, che già oggi rappresenta un fiore all’occhiello per la città.

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