Borse europee in cauto rialzo, la tregua in Iran allontana lo spettro del petrolio caro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’avvio di seduta per i listini del Vecchio continente si preannuncia all’insegna di un prudente ottimismo, dopo le flessioni registrate ieri tanto a Wall Street quanto a Piazza Affari e nonostante l’attenzione degli investitori resti saldamente ancorata alle dinamiche – quanto mai fluide – del conflitto in Medio Oriente. A fornire il principale argomento per questa timida risalita, seppur tra mille cautele, è stata la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale – a mercati chiusi nella serata di ieri – ha scelto di estendere il cessate il fuoco con l’Iran, fissando una condizione chiara: la sospensione delle ostilità durerà «fino al momento in cui verrà presentata la proposta» di Teheran per avviare un negoziato. Un passaggio, questo, che ha immediatamente riacceso qualche speranza di una de-escalation, dopo settimane in cui il timore di un allargamento del conflitto aveva tenuto sotto scacco gli scambi.

Il petrolio scende, il gas sotto i 40 euro

La conseguenza più immediata e tangibile di questa tregua prolungata – per quanto ancora fragile e condizionata – si è vista sul fronte delle materie prime energetiche. Il greggio, da sempre termometro sensibile delle tensioni nell’area del Golfo, ha subito un arretramento: il Brent cede ora lo 0,5%, attestandosi attorno ai 98 dollari al barile. Un movimento, va detto, che gli operatori hanno accolto con sollievo, poiché un prezzo del petrolio in discesa riduce le pressioni inflazionistiche sulle economie occidentali, già provate da una lunga fase di tassi elevati. Parallelamente, il gas naturale viaggia anch’esso in calo, scendendo sotto la soglia dei 40 euro a megawattora: un livello che, fino a qualche settimana fa, sembrava ormai un miraggio.

Milano e le altre piazze: rialzo cauto ma diffuso

In questo scenario, le Borse europee si preparavano ad aprire in territorio positivo, con gli indici principali – Francoforte, Parigi e Londra in testa – orientati verso un rialzo contenuto ma generalizzato. Piazza Affari, tuttavia, mostra qualche passo più incerto: Milano viaggia in debolezza relativa rispetto alle consorelle, risentendo forse di una maggiore esposizione al comparto energetico e bancario, due settori che in fase di attesa come quella attuale tendono a scontare volatilità. A Wall Street, intanto, lo S&P-500 aveva chiuso la vigilia con un -0,15%, un segnale di stanca che conferma come anche oltreoceano prevalga un atteggiamento di cautela, più che di vero e proprio ottimismo.

I riflettori sul negoziato in Pakistan

Tutti gli occhi, adesso, sono puntati su Islamabad, dove si apriranno i prossimi colloqui tra la delegazione statunitense e quella iraniana. L’obiettivo dichiarato – come trapela dagli ambienti diplomatici – è quello di trovare un’intesa che scongiuri un ulteriore inasprimento del conflitto, in vista della scadenza del cessate il fuoco precedentemente concordato due settimane fa. Trump ha posto le condizioni in modo netto: la tregua reggerà finché gli iraniani presenteranno una loro proposta negoziale; dopodiché, «le discussioni saranno concluse, in un senso o nell’altro». Una frase che lascia aperte entrambe le possibilità: l’accordo come la rottura. Per ora, comunque, i mercati hanno scelto di premiare la tregua, scaricando una parte delle tensioni accumulate e permettendo ai listini di respirare, almeno per qualche ora.

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