West Nile virus, l'Italia è prima in Europa per contagi: sale il bilancio delle vittime
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
Negli ultimi anni, il virus West Nile ha assunto un peso crescente nel panorama delle malattie infettive in Italia, dove il numero di casi confermati e probabili ha raggiunto quota 89, secondo i dati aggiornati al 30 luglio dai Centri europei per la prevenzione e il controllo delle malattie. Un primato che colloca il Paese al vertice della classifica europea per diffusione dell’infezione, trasmessa principalmente dalla zanzara Culex pipiens, la cui proliferazione è favorita da condizioni climatiche sempre più miti.
Tra le regioni più colpite, il Lazio ha registrato 12 nuovi contagi in pochi giorni, mentre in Sicilia è stato segnalato il primo caso, sebbene l’Istituto Superiore di Sanità abbia precisato che l’andamento epidemiologico rimane in linea con quello degli anni precedenti. Nonostante ciò, il bilancio delle vittime – salito a nove dall’inizio del 2024 – ha spinto diverse amministrazioni locali a intensificare le misure di prevenzione.
A Campobasso, dove al momento non sono stati rilevati casi, il Comune ha deciso di potenziare la campagna di disinfestazione avviata a marzo, distribuendo kit domestici per il trattamento larvicida e promuovendo iniziative di sensibilizzazione. Una strategia che, sebbene mirata a contenere il fenomeno, non può prescindere dalla collaborazione dei cittadini, chiamati a eliminare i ristagni d’acqua, terreno ideale per la riproduzione delle zanzare.
Antonio Cascio, infettivologo di rilievo, ha invitato a evitare allarmismi, sottolineando l’importanza di un monitoraggio costante. “La sorveglianza sanitaria resta lo strumento più efficace”, ha dichiarato, ricordando che la maggior parte delle infezioni decorre in modo asintomatico o con sintomi lievi, simili a quelli di un’influenza. Tuttavia, nei soggetti fragili – anziani o immunodepressi – il virus può provocare complicanze neurologiche, talvolta letali.




