West Nile, un virus che avanza: tre morti in Campania e contagi in crescita
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Redazione Salute
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Il virus del Nilo Occidentale, che si trasmette attraverso le zanzare infette, continua a mietere vittime, confermando una tendenza che negli ultimi anni ha visto un’espansione preoccupante in Italia. L’ultimo decesso, il terzo in Campania, riguarda un 68enne di Trentola Ducenta, in provincia di Caserta, morto all’ospedale Moscati di Aversa dopo aver contratto l’infezione mentre scontava gli arresti domiciliari. L’uomo, padre di tre figli, era stato trasferito dal carcere di Santa Maria Capua Vetere solo qualche mese prima.
Il meccanismo di trasmissione del West Nile, già noto ma sempre più insidioso, si basa su un ciclo che coinvolge uccelli selvatici — come corvi, gazze e merli — e zanzare, che una volta infettate possono diffondere il virus anche all’uomo. Sebbene nella maggior parte dei casi l’infezione decorra in modo asintomatico o con sintomi lievi, in alcuni pazienti, soprattutto anziani o immunodepressi, può provocare complicazioni neurologiche gravi, talvolta letali.
Nel Lazio, intanto, sono stati registrati due nuovi contagi, mentre i dati degli Istituti zooprofilattici segnalano un aumento esponenziale della popolazione di zanzare, favorite dal clima umido e dalle temperature elevate. Non servono ambienti paludosi: basta un sottovaso o un tombino intasato per creare l’habitat ideale alla loro proliferazione. E se le zanzare trovano condizioni ottimali, lo stesso vale per le zecche, la cui diffusione — un tempo limitata alle aree rurali — ora interessa anche centri urbani e zone montane.




