West Nile, il virus avanza al Nord: 145 casi e 12 morti in Italia
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Redazione Salute
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Il virus West Nile, che si trasmette attraverso la puntura di zanzare infette – anche quelle più comuni – continua a diffondersi in Italia, registrando un aumento dei contagi rispetto agli anni precedenti. Secondo gli ultimi dati, sono 145 i casi accertati e 12 le vittime, con focolai che, dopo essersi concentrati nel Lazio (93 casi) e in Campania (24), hanno raggiunto anche il Nord. Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna hanno già segnalato infezioni, rispettivamente tre, quattordici e quattro.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto in Commissione sanità al Senato, ha definito la situazione "sotto controllo" e in linea con le attese stagionali, pur esortando alla prudenza. "Il monitoraggio è costante", ha precisato, senza tuttavia sottovalutare i rischi legati a un’eventuale recrudescenza. Intanto, l’ASL di Salerno ha diffuso una nota con le linee guida per la prevenzione, ribadendo che, sebbene l’uomo non possa trasmettere direttamente il virus, rimane un ospite vulnerabile.
Identificato per la prima volta in Uganda nel 1937, il West Nile è approdato negli Stati Uniti alla fine degli anni Novanta, adattandosi progressivamente a climi diversi. Oggi, il riscaldamento globale e la proliferazione delle zanzare ne facilitano la circolazione anche in Europa, dove i casi – seppur per lo più asintomatici – possono talvolta degenerare in forme neurologiche gravi.
Come dimostra la testimonianza di Ivana Brambilla, contagiata nel 2023 e ancora alle prese con gli strascichi dell’infezione. "Non riuscivo più a reggermi in piedi, a controllare gli arti", ha raccontato, descrivendo un decorso atipico ma non isolato. Se la maggior parte delle persone sviluppa sintomi lievi, simili all’influenza, in rari casi il virus può provocare encefaliti o meningiti, con esiti letali.




