Virus West Nile, 51 nuovi casi in Italia tra il 12 e il 18 settembre
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
Nell'ultima settimana, l'Italia ha registrato 51 nuovi casi di infezione da West Nile Virus, portando il totale a 382 dall'inizio del monitoraggio a maggio. Questo aumento significativo è stato riportato dall'Istituto Superiore di Sanità. La febbre del Nilo, causata dal virus West Nile, è una malattia trasmessa principalmente dalle zanzare. I sintomi possono variare da lievi a gravi, con alcuni casi che evolvono in forme neuroinvasive come meningite o encefalite.
La regione più colpita è l'Emilia-Romagna con 131 casi, seguita dal Veneto con 38. Altre regioni colpite includono Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria e Sardegna. La situazione è particolarmente preoccupante in Calabria, dove un paziente di Dipignano è in condizioni gravi.
Il virus West Nile è endemico in molte parti del mondo, ma negli ultimi anni ha visto un aumento dei casi in Europa, compresa l'Italia. Le autorità sanitarie stanno intensificando le misure di controllo delle zanzare per contenere la diffusione del virus. La disinfestazione straordinaria è stata avviata in diverse aree, tra cui Cosenza.
I sintomi della febbre del Nilo possono includere febbre, mal di testa, dolori muscolari e articolari, nausea e vomito. Nei casi più gravi, il virus può causare infiammazione del cervello o delle membrane che lo circondano, portando a sintomi neurologici gravi.




