Nicola Borrelli si dimette da direttore generale del Cinema, sullo sfondo il caso Kaufmann

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nicola Borrelli, direttore generale per il Cinema e l’Audiovisivo del ministero della Cultura, ha rassegnato le dimissioni, comunicate ufficialmente nella serata di mercoledì 2 luglio. Il ministro Alessandro Giuli, pur prendendo atto della decisione, ha espresso gratitudine per il lavoro svolto, senza tuttavia entrare nel merito delle motivazioni. Un gesto che, seppur formalizzato senza clamore, arriva in un momento delicato, segnato dalle polemiche legate al finanziamento pubblico concesso a un film coinvolto nelle indagini su Francis Kaufmann.

L’americano, atteso in Italia per il 10 luglio dopo l’ok all’estradizione, è accusato del duplice omicidio di Anastasia Trofimova e della figlia undicenne Andromeda, i cui corpi furono rinvenuti lo scorso 7 giugno a Villa Pamphili. Ma è la vicenda del tax credit, più che il dramma giudiziario, a aver acceso i riflettori sul ruolo del ministero. La società Coevolutions Srl, legata a Kaufmann attraverso il socio Marco Perotti, aveva infatti ottenuto circa 900 mila euro per “Stelle della notte”, pellicola mai realizzata e finita sotto inchiesta per presunte irregolarità.

Borrelli, 57 anni, alla guida della direzione Cinema dal marzo 2020, non ha mai commentato pubblicamente il legame tra le sue dimissioni e lo scossone mediatico seguito alla scoperta dei fondi. Tuttavia, l’assenza di un passaggio di consegne immediato e il silenzio sulle prossime mosse del MiC lasciano intendere che la bufera abbia pesato sulla scelta. Già nei giorni scorsi, fonti interne avevano sottolineato come il decreto firmato dallo stesso Borrelli per l’erogazione del contributo fosse tecnicamente ineccepibile, ma incapace di evitare il danno d’immagine dopo che Kaufmann era finito nelle cronache per ben altri motivi.

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