«Da Monet a Van Gogh a Kandinsky», Sgarbi torna a Ferrara tra applausi e la grande pittura europea
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Vittorio Sgarbi è tornato in pubblico a Ferrara, accolto da un lungo applauso nel salone di Palazzo dei Diamanti durante l'inaugurazione della mostra «Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità». Il critico d'arte, presidente di Ferrara Arte, ha ritrovato il suo pubblico nella città che gli è più familiare, tra strette di mano, saluti e un evidente sorriso.
L'evento segna una tappa significativa nel percorso di ripresa del critico dopo il ricovero al Policlinico Gemelli di Roma per una sindrome depressiva e un lungo periodo di isolamento. A raccontare il clima della giornata è stata la sorella Elisabetta Sgarbi, che ha definito l'accoglienza ricevuta «un applauso pieno di affetto e di gratitudine», soffermandosi su un dettaglio personale: «La cosa che più mi ha fatto piacere è vederlo sorridere alle persone che si avvicinavano a lui per salutarlo e stringergli la mano».
L'esposizione, curata da Sandra Kisters e Vasilj Gusella, è organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e con le Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara. Il percorso riunisce 120 opere tra dipinti, disegni e incisioni, articolate in nove capitoli che ripercorrono l'evoluzione della pittura europea tra Ottocento e Novecento, dalla Scuola di Barbizon fino alla dissoluzione del reale con Kandinsky e Mondrian.
Tra gli artisti presenti figurano Gustave Courbet, Claude Monet, Berthe Morisot, Vincent van Gogh, Paul Gauguin, Pablo Picasso e Piet Mondrian, accanto ai maestri italiani come Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Giovanni Segantini, Umberto Boccioni e Mario Sironi.
Nel suo intervento, Sgarbi ha espresso soddisfazione per quella che ha definito «l'impresa di questa mostra», un'occasione «significativa per restituire a Ferrara la funzione di luogo di conoscenza e di informazione rispetto all'arte moderna e contemporanea». Il critico ha inoltre rivendicato la dimensione internazionale dell'iniziativa: «La presenza di opere dai musei ferraresi affianco a quelle del Museum Boijmans sono la prova della dimensione internazionale di Ferrara e della sua capacità di competere con uno dei musei più importanti d'Europa».
L'assessore alla cultura Marco Gulinelli ha sottolineato come la Fondazione abbia saputo «costruire questo racconto attraverso il dialogo tra opere, istituzioni e culture».
Il percorso espositivo è arricchito dal progetto «Dalla natura vissuta al paesaggio interiore», che in quattro sale affianca suoni e odori alla visione delle opere per evocare il rapporto con la natura, la percezione del paesaggio e il passaggio verso una dimensione interiore. Secondo quanto raccontato da Elisabetta Sgarbi, il critico non ha mancato di esercitare il proprio sguardo: nel suo discorso, «come ha sempre fatto, non solo ha lodato la mostra ma, per dispetto e per amore, ne ha colto una eventuale assenza, quella di Lorenzo Viani».
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