Luzzara e Canossa al voto, come si elegge il nuovo sindaco nel reggiano
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Redazione Interno
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La macchina amministrativa si mette in moto anche nei piccoli centri, laddove il rito democratico assume talvolta contorni più autentici e partecipati che non nei grandi snodi metropolitani. Nel reggiano, per l’esattezza a Luzzara e a Canossa, i cittadini sono chiamati alle urne per scegliere il nuovo primo cittadino: un appuntamento che, sebbene circoscritto, segue le medesime rigide procedure dei grandi capoluoghi. I seggi, come da prassi consolidata per questo turno elettorale del 2026, resteranno aperti in due giornate consecutive, domenica 24 maggio dalle 7 alle 23 e lunedì 25 maggio dalle 7 alle 15. Un calendario che lascia agli elettori – magari impegnati in scampagnate o nel lavoro festivo – un’ampia finestra per adempiere al dovere civico.
Condizione imprescindibile per esprimere la propria preferenza è l’iscrizione nelle liste elettorali del comune di residenza, un dettaglio burocratico che non va dato per scontato soprattutto per chi ha cambiato indirizzo negli ultimi mesi. Presentarsi al seggio, poi, richiede due documenti fondamentali: la tessera elettorale e un documento di identità valido. Può capitare, e non raramente, che la tessera abbia esaurito i suoi spazi per i timbri di avvenuta votazione o che sia finita – chissà per quale svista – nel cesto della carta straccia. Per costoro, la soluzione esiste ed è a portata di mano: l’Ufficio elettorale comunale (a Luzzara e a Canossa rispettivamente) resterà aperto straordinariamente anche nei giorni del voto, proprio per rilasciare duplicati o tessere nuove.
Allargando lo sguardo oltre i confini provinciali, si scopre che Luzzara e Canossa non sono che due tasselli di un mosaico ben più ampio. Oltre 6 milioni di elettori, in tutta Italia, sono attesi alle urne per rinnovare circa 700 consigli comunali e altrettante poltrone da sindaco. Un’operazione imponente che coinvolge 626 comuni delle regioni a statuto ordinario, senza dimenticare alcune città siciliane come Agrigento, Enna e Messina. Tra i centri più rilevanti spicca Venezia, unico capoluogo di regione al voto, e una quindicina di capoluoghi di provincia: si va da Reggio Calabria a Lecco, passando per Mantova, Arezzo, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone e Salerno. Lo scrutinio, va ricordato, scatterà immediatamente dopo la chiusura delle operazioni di lunedì alle 15, senza soluzione di continuità.
Le regole del voto in Emilia-Romagna e i comuni che rischiano il ballottaggio
Scendendo nel dettaglio regionale, l’Emilia-Romagna conta sedici comuni al voto per eleggere sindaco e consiglio. Gli orari ricalcano quelli nazionali: domenica 24 (7-23) e lunedì 25 (7-15). Un’eventuale seconda tornata, quella del ballottaggio per cui si rende necessario nessun candidato superi il cinquanta per cento dei suffragi, è già stata fissata per domenica 7 e lunedì 8 giugno. Su sedici comuni, cinque superano la soglia dei quindicimila abitanti – requisito che li rende teoricamente candidati a un possibile spareggio. Si tratta di Imola (nel Bolognese), Faenza e Cervia (nel Ravennate), Comacchio (nel Ferrarese) e Vignola (nel Modenese). In questi centri, le dinamiche di coalizione e i giochi di alleanza potrebbero allungare i tempi del verdetto fino a inizio giugno, mentre a Luzzara e Canossa, verosimilmente, si avrà un nome già nella notte di lunedì 25 maggio.




