Lourdes, il pellegrinaggio di chi non voleva partire
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Redazione Interno
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C’è un testo che circola da giorni tra chi si prepara al Pellegrinaggio Nazionale 2026 e che comincia con un consiglio tutt’altro che devozionale: «Non andate a Lourdes». È l’invito ironico e dolente che Flannery O’Connor, scrittrice cattolica americana affetta da lupus, avrebbe rivolto a chiunque le proponesse un viaggio nella cittadina dei Pirenei. La sua diffidenza verso il santuario mariano non le risparmiò, anni dopo, una visita destinata a lasciare il segno.
Nella seconda metà degli anni Cinquanta la O’Connor si recò a Lourdes con un gruppo di malati, spinta più dall’obbedienza che dall’entusiasmo, e ne tornò con una notizia inattesa: i medici notarono un principio di ricalcificazione dell’osso dell’anca, tanto da permetterle di camminare per brevi tratti senza stampelle. Scrisse a un’amica che forse quella era Lourdes. Non era la guarigione del lupus, ma qualcosa di più difficile da nominare.
Il pellegrinaggio che comincia a Parigi
La visita di Papa Leone XIV in Francia, giunta al secondo giorno del viaggio apostolico iniziato venerdì 25 settembre, tocca Lourdes proprio mentre migliaia di pellegrini italiani si preparano a seguirne le tappe a distanza, attraverso le dirette streaming e le celebrazioni trasmesse in lingua dei segni. Nella capitale francese il Pontefice ha incontrato il presidente Emmanuel Macron all’Eliseo e ha pronunciato all’Unesco un discorso dedicato all’educazione, alla cultura e all’intelligenza artificiale.
Nel pomeriggio di sabato 26 settembre è previsto il trasferimento verso i Pirenei, con arrivo all’aeroporto di Tarbes-Lourdes-Pyrénées e, in serata, la preghiera alla grotta delle apparizioni di Massabielle. Qui il Papa toccherà la roccia, berrà alla fonte e accenderà un cero, compiendo gli stessi gesti di qualunque pellegrino.
Le parole del vescovo di Tarbes e Lourdes
Monsignor Jean-Marc Micas, vescovo di Tarbes e Lourdes, ha spiegato alla vigilia che a Lourdes il Papa sarà «al tempo stesso pellegrino e pastore». Non si tratta di una formula di circostanza: il santuario dei Pirenei accoglie da oltre un secolo uomini e donne che vi arrivano da ogni continente, molti dei quali portano con sé malattie, disabilità o semplicemente una stanchezza che non sanno più come chiamare.
La dimensione internazionale del luogo è per Micas un tratto distintivo, e la visita del successore di Pietro assume un significato particolare proprio perché avviene in un contesto dove l’accoglienza dei malati è parte dell’identità stessa del santuario. Prima di recarsi alla grotta, il Pontefice incontrerà i vescovi francesi riuniti nell’emiciclo Sainte-Bernadette, per un confronto che il presule definisce «un scambio che andrà nei due sensi».
La preghiera alla grotta e il pellegrinaggio nazionale
Domenica 27 settembre è prevista la messa al santuario e l’incontro con i malati e i volontari dell’Accueil Notre-Dame, il luogo che da decenni ospita i pellegrini più fragili durante il loro soggiorno a Lourdes. La diretta del Pellegrinaggio Nazionale 2026, seguita attraverso il sito e la pagina Facebook ufficiale, permetterà a chi non è partito di partecipare alla veglia di preghiera e alle celebrazioni principali.
Tra i brani scelti da Radio Vaticana per accompagnare la giornata lourdese ci sono pagine di Dufay e Poulenc, quest’ultimo legato a Lourdes da una conversione maturata davanti a una statua mariana. Il pellegrinaggio italiano, con le sue celebrazioni in lingua dei segni, si inserisce in un flusso che da decenni porta a Massabielle uomini e donne di ogni condizione, molti dei quali tornano a casa con le stesse malattie ma con uno sguardo diverso sulle proprie giornate.
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