Leone XIV in Francia, quattro giorni tra Parigi, Lourdes e Metz

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Da venerdì 25 a lunedì 28 settembre papa Leone XIV sarà in Francia per il quinto viaggio apostolico internazionale del suo pontificato, una trasferta che toccherà Parigi, Lourdes e Metz. L'ultima visita ufficiale di un pontefice nel Paese risale al 2008, con Benedetto XVI, che si recò a Parigi e a Lourdes per i 150 anni delle apparizioni nella Grotta di Massabielle. Giovanni Paolo II aveva visitato la Francia sette volte, mentre Francesco si era limitato a Strasburgo, Marsiglia e Corsica, senza mai fare tappa nella capitale.

L'arrivo di Leone XIV è previsto alle 10 del mattino di venerdì 25 settembre.

Il primo giorno del viaggio si preannuncia particolarmente intenso. Dopo l'arrivo a Parigi, il pontefice incontrerà le autorità civili e visiterà la cattedrale di Notre-Dame, restaurata dopo l'incendio del 2019. Sarà il primo papa a vedere il monumento riportato al suo antico splendore. In serata è prevista una veglia di preghiera con i giovani allo Stade de France, a Saint-Denis, alla periferia nord di Parigi. Il giorno successivo, sabato 26 settembre, l'appuntamento centrale: una messa sulla place de la Concorde e sugli Champs-Élysées, per la quale sono attese seicentomila persone.

Il dispositivo di sicurezza è stato esteso fino a place de l'Étoile e avenue de la Grande-Armée, come confermato dall'arcivescovo di Parigi, monsignor Laurent Ulrich.

Domenica 27 settembre il papa si sposterà a Lourdes, dove sono previste circa centocinquantamila presenze. Il santuario mariano, da sempre luogo di pellegrinaggio per malati e sofferenti, sarà al centro di una giornata scandita da una messa e da un momento di raccoglimento. Lunedì 28 settembre la trasferta si chiuderà a Metz, in Lorena, città di frontiera e luogo di nascita di Robert Schuman, uno dei padri fondatori del progetto europeo. Qui sono attese tra le cinquanta e le centomila persone.

All'incontro intitolato "Alle radici dell'Europa per la pace e l'unità" sono stati invitati i capi di governo dei ventisette Paesi dell'Unione, su iniziativa del presidente francese Emmanuel Macron in accordo con la Santa Sede e i vescovi francesi.

Il viaggio, come illustrato dal direttore della Sala Stampa vaticana Matteo Bruni, ruota attorno ad alcuni assi portanti: la pace, il dialogo interreligioso, il ruolo dell'educazione e dell'arte, la questione antropologica legata all'intelligenza artificiale. Il passaggio all'UNESCO, quarantacinque anni dopo il discorso tenuto da Giovanni Paolo II nel 1980, sarà l'occasione per affrontare il tema di cosa significhi essere umani in un tempo in cui cresce la delega alle macchine.

A Metz, invece, il pontefice parlerà in inglese di unità e diversità, di frontiere come passaggio e non solo come limite, rivolgendosi idealmente all'intera Europa. Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, non sarà presente: dal 19 al 26 settembre è a New York per l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

La scelta della place de la Concorde per la messa di sabato ha suscitato qualche discussione in un Paese che fa della laïcité un principio fondante. L'arcivescovo Ulrich ha replicato che la Repubblica laica permette l'espressione pubblica di tutti i culti, purché non venga turbato l'ordine pubblico, aggiungendo che non si sta oltrepassando alcuna linea invalicabile. Sul piano pratico, l'organizzazione dell'evento ha un costo complessivo stimato in ventisette milioni di euro, venti dei quali per la sola tappa parigina, a carico della Chiesa di Francia.

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