Papa Leone XIV a Parigi, la folla degli Champs-Élysées per la messa a Place de la Concorde

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Papa Leone XIV ha attraversato gli Champs-Élysées a bordo della papamobile, accolto da una folla che gremiva il celebre viale parigino in direzione di Place de la Concorde. Qui, nel pomeriggio del 26 settembre 2026, il Pontefice ha celebrato la messa all'aperto, culmine della seconda giornata del suo viaggio apostolico in Francia. Lungo i tre chilometri che separano Place Charles-de-Gaulle da Place de la Concorde, i fedeli hanno salutato il passaggio del Papa scandendo cori e sventolando bandierine gialle e bianche dello Stato della Città del Vaticano.

Una folla di settecentomila persone

Secondo il Vaticano, circa 700.000 persone hanno assistito alla celebrazione, un numero superiore alle attese iniziali che indicavano in 600.000 i fedeli previsti. Alla messa hanno preso parte anche circa 2.400 tra sacerdoti e diaconi, un centinaio di vescovi, 1.300 cantori e 400 ministranti giunti da tutta la Francia. La piazza, una delle più vaste della capitale transalpina, è apparsa stipata fin dalle ore precedenti l'arrivo del Pontefice, con fedeli provenienti anche dalle banlieue e numerosi italiani residenti Oltralpe.

Sul palco allestito per l'occasione, alle spalle dell'altare campeggiava la riproduzione del rosone sud della cattedrale di Notre-Dame, mentre una grande croce dorata sospesa alta oltre quattro metri dominava la scena. Alla destra dell'altare era collocata la statua argentea della Vergine con il Bambino, dono di Carlo X nel 1826, utilizzata ogni anno nella processione del 15 agosto nella cattedrale parigina.

Il viaggio apostolico in Francia

Quella di Leone XIV è la prima visita di un Pontefice a Parigi dal 2008, quando Benedetto XVI si recò nella capitale francese. Il viaggio apostolico, il quinto del pontificato, si estende dal 25 al 28 settembre 2026 e tocca, oltre a Parigi, anche Lourdes e Metz. Nella giornata del 26 settembre, prima della messa a Place de la Concorde, il Papa aveva visitato il centro di accoglienza Maison Bakhita, nel XVIII arrondissement, dedicato all'accoglienza e all'integrazione di migranti e persone in difficoltà.

Nel corso dell'incontro, Leone XIV ha affermato che la storia «non è scritta da chi sembra vincere, imponendosi e occupando lo spazio, ma da chi “fa spazio”, avvia processi di pace, genera fiducia e incoraggia alla vita».

Successivamente il Pontefice si è recato all'Institut Catholique de Paris per un incontro con i membri dell'Assemblea sinodale provinciale, i catecumeni e i neofiti. Nel pomeriggio, prima della celebrazione eucaristica, l'arrivo in papamobile da Place Charles-de-Gaulle a Place de la Concorde ha rappresentato il momento di maggiore partecipazione popolare, con la folla che ha accolto il Vescovo di Roma al grido di «Léon, Léon».

Le tappe precedenti e successive

Il viaggio era iniziato il 25 settembre con l'arrivo all'aeroporto di Parigi-Orly e l'incontro all'Eliseo con il presidente francese Emmanuel Macron. Nel pomeriggio il Papa aveva visitato la sede dell'UNESCO, dove aveva pronunciato un discorso in inglese, e la cattedrale di Notre-Dame per i Vespri con vescovi, sacerdoti, diaconi, consacrati e seminaristi, primo Pontefice a entrare nella chiesa ricostruita dopo l'incendio del 2019. In serata aveva presieduto una veglia di preghiera con i giovani allo Stade de France di Saint-Denis.

Al termine della giornata del 26 settembre, Leone XIV è partito in aereo da Orly alla volta di Lourdes, dove il 27 settembre presiederà la messa e l'Angelus nel santuario mariano, prima della tappa conclusiva a Metz del 28 settembre.

L'omelia e il messaggio del Pontefice

Nell'omelia pronunciata a Place de la Concorde, il Papa ha incentrato la riflessione sulla «sete esistenziale» che abita nel cuore umano, indicando in Gesù Cristo «la vera fonte d'acqua viva in grado di placare la sua sete». Leone XIV ha parlato di una sete «di senso, di verità e di compimento», sottolineando come il vuoto interiore possa riemergere anche quando si ritengono conclusi i propri impegni o ricompensati i propri sforzi.

Il Pontefice ha esortato i fedeli a non cercare appagamento nei «beni materiali, nelle soddisfazioni immediate» e nei «tanti piccoli idoli che promettono mari e monti», ma a rivolgersi a Cristo come fonte di pienezza.

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