Antitrust e Dolomiti Superski, rimborsi fino al 20% per gli skipass: come funziona e chi può farne richiesta
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Redazione Economia
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Potrebbero essere centinaia, anche nella provincia di Ferrara, i consumatori che rientrano nel piano di rimborsi da 30 milioni di euro definito dall’Antitrust per Dolomiti Superski; un provvedimento che chiude un’istruttoria durata oltre un anno e che riguarda gli sciatori che hanno acquistato determinati skipass nelle stagioni 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025, e che ora si trovano di fronte alla possibilità di ottenere una parziale restituzione di quanto speso o uno sconto per il futuro.
Chi ha diritto al rimborso e quali skipass sono coinvolti
Il provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha reso obbligatori gli impegni proposti da Federconsorzio Dolomiti Superski e dai dodici consorzi vallivi aderenti, interessa esclusivamente chi ha acquistato skipass vallivi – non gli abbonamenti stagionali, dunque – ma esclusivamente i tagliandi giornalieri o pluri-giornalieri; una distinzione che l’Antitrust ha voluto precisare per delimitare il perimetro dei beneficiari, evitando ambiguità operative nella fase di richiesta dei ristori.
L’importo complessivo messo a disposizione ammonta a 30 milioni di euro, suddivisi in due diverse forme di ristoro: da un lato 18 milioni di euro destinati a voucher sconto, dall’altro 12 milioni di euro stanziati per rimborsi diretti in denaro, con la facoltà per gli sciatori di optare per l’una o per l’altra soluzione a seconda delle proprie esigenze e dei propri programmi per le prossime stagioni invernali.
Come funzionano voucher e rimborso diretto
Gli aventi diritto potranno scegliere tra due possibilità: un voucher sconto pari al 30% della spesa sostenuta in precedenza, da utilizzare per l’acquisto di nuovi skipass entro il 2029, oppure un rimborso diretto che corrisponde al 20% dell’esborso originario, una differenza percentuale che evidentemente premia chi è disposto a reinvestire il proprio credito nel comprensorio sciistico piuttosto che chiedere la liquidazione immediata di una parte della somma spesa.
La procedura per ottenere il ristoro è stata definita dall’Antitrust insieme ai consorzi, e prevede che i consumatori dimostrino l’acquisto degli skipass attraverso la documentazione rilasciata all’atto della vendita; un passaggio burocratico che potrebbe rivelarsi complesso per chi non ha conservato gli scontrini o le ricevute, ma che appare indispensabile per evitare richieste fraudolente e garantire che i fondi siano effettivamente distribuiti a chi ha subìto il presunto danno economico.
Assoutenti boccia l’accordo: "Migliaia di sciatori beffati"
Non tutti, però, hanno accolto positivamente la chiusura dell’istruttoria: Assoutenti ha espresso un giudizio durissimo sull’intesa, definendola inadeguata e sostenendo che "migliaia di sciatori" rimarranno esclusi dai benefici a causa delle modalità di rimborso e dei tempi stretti per presentare domanda; l’associazione ha puntato il dito contro il silenzio del consorzio sul caro-skipass, ricordando che i prezzi sono aumentati del 28% negli ultimi cinque anni, un incremento che – a loro dire – resta senza alcuna risposta concreta da parte dell’Antitrust.
Secondo Assoutenti, chi presenterà la richiesta in ritardo rischia di non ottenere nulla, pur avendone diritto, e ciò vanificherebbe di fatto il senso stesso del provvedimento; un’obiezione che solleva il problema della tempistica e dell’accesso alle informazioni, soprattutto per quella fascia di sciatori occasionali che magari non seguono con continuità le vicende del mondo dello sci e potrebbero venire a conoscenza del rimborso quando ormai i fondi saranno già stati esauriti dalle domande arrivate per prime.
I numeri del piano e le prospettive per i consumatori
L’Antitrust ha accolto gli impegni presentati da Dolomiti Superski ritenendoli sufficienti a chiudere il procedimento, ma il dibattito sull’efficacia di questo tipo di interventi resta aperto: da un lato, 30 milioni di euro rappresentano un importo significativo e certamente superiore a quanto accaduto in passato in casi analoghi; dall’altro, la scelta tra voucher e rimborso diretto potrebbe indurre molti consumatori a optare per lo sconto, alimentando di fatto un circolo virtuoso per i consorzi che trattengono così la clientela senza erogare liquidità immediata.
Per gli sciatori ferraresi e per tutti gli altri potenziali beneficiari, la finestra per presentare domanda è già aperta e le indicazioni fornite dall’Antitrust – insieme ai siti web dei singoli consorzi – rappresentano il riferimento principale per districarsi tra moduli, scadenze e documenti da allegare; un’occasione concreta per recuperare una parte della spesa sostenuta, ma che richiede attenzione e solerzia per non restare esclusi da un provvedimento che, al netto delle critiche, resta comunque un passo avanti nella tutela dei consumatori nel settore degli impianti di risalita.
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