Antitrust, Dolomiti Superski verso i rimborsi: 30 milioni per gli skipass
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Redazione Economia
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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha ufficialmente chiuso l’istruttoria nei confronti del Federconsorzio Dolomiti SuperSki, aprendo la strada a un piano di rimborsi che coinvolgerà milioni di sciatori. La vicenda, che affonda le radici nelle regole di determinazione dei prezzi e nella commercializzazione degli skipass, si risolve con l’assunzione di impegni economici e comportamentali da parte del sistema impiantistico più esteso e famoso delle Alpi italiane.
L’indagine, avviata nel luglio del 2025, aveva sollevato più di un dubbio sulla reale concorrenzialità delle pratiche adottate, e oggi arriva a una conclusione che, pur senza accertare formalmente una violazione, impone correttivi sostanziali per un valore che sfiora i 30 milioni di euro, destinati a chi ha acquistato il diritto di scendere lungo i pendii del comprensorio nelle ultime tre stagioni.
I 30 milioni di euro tra rimborsi e voucher: ecco come funziona
Il cuore dell’accordo, che coinvolge il Federconsorzio e i dodici Consorzi di valle associati, prevede la messa a disposizione di una somma complessiva di circa 30 milioni di euro. Questa cifra, come spiegato dall’Antitrust al termine della riunione decisiva, sarà utilizzata per erogare rimborsi diretti o voucher a favore di tutti quei consumatori che hanno acquistato uno skipass per le piste del mega-comprensorio nelle stagioni invernali comprese tra il 2022 e il 2025.
L’intervento, che rappresenta una delle misure economiche più rilevanti mai concordate in una procedura di questo genere, mira a riequilibrare le posizioni di chi, secondo le ipotesi iniziali dell’Autorità, avrebbe potuto subire un pregiudizio da un mercato meno contendibile di quanto avrebbe dovuto essere.
L’ammontare preciso del rimborso spettante a ogni singolo sciatore varierà in base al tipo di skipass acquistato e alla stagione di riferimento, ma il meccanismo di calcolo sarà reso noto attraverso i canali ufficiali del consorzio e dei suoi associati, che hanno già dato la loro disponibilità a mettere in pratica gli impegni assunti per chiudere la partita con il garante.
Le contestazioni dell’Antitrust e le regole dello Statuto sotto la lente
Ma cosa aveva spinto l’Autorità Garante a mettere sotto osservazione un colosso come Dolomiti SuperSki? Le criticità, emerse già nel corso del 2025 e formalizzate con l’apertura dell’istruttoria dello scorso luglio, riguardavano alcune clausole dello Statuto del gruppo e le modalità operative dei Consorzi di valle. Secondo gli inquirenti, infatti, il sistema di definizione coordinata dei prezzi degli skipass e le restrizioni poste alla loro vendita tramite terzi intermediari rischiavano di limitare la concorrenza.
Il timore concreto era che questo meccanismo potesse impedire ai singoli consorzi di praticare condizioni economiche autonome, neutralizzando la spinta competitiva che altrimenti potrebbe esprimersi in un mercato turistico tra i più importanti d’Europa.
La struttura del gruppo, che ricomprende località celeberrime come Cortina d’Ampezzo, Plan de Corones, Alta Badia, Val Gardena, Val di Fassa, Alpe Lusia, Civetta, Arabba, 3 Zinnen, Val di Fiemme, San Martino di Castrozza e Rio Pusteria, rendeva il caso di particolare interesse sistemico, tanto che l’attenzione delle autorità si è concentrata non solo sui prezzi ma anche sulla possibilità per i consumatori di accedere all’offerta in condizioni di trasparenza e scelta.
L’accordo e il superamento delle criticità
Per superare le obiezioni sollevate dall’Antitrust, il sistema di Dolomiti Superski ha quindi presentato un pacchetto di impegni che, dopo attenta valutazione, ha convinto il collegio della bontà delle soluzioni proposte. La rinuncia a proseguire l’istruttoria con l’accertamento di una violazione, da un lato, e l’adozione di nuove regole sulla concorrenza, dall’altro, rappresentano un punto di equilibrio che l’Autorità ha ritenuto idoneo a chiudere il procedimento.
L’intero impianto normativo del consorzio verrà riformato in alcuni punti nevralgici, garantendo una maggiore flessibilità commerciale e aprendo di fatto a una competizione più spinta tra le diverse vallate che compongono il comprensorio. Questo non solo andrà a beneficio degli sciatori, che potranno contare su un’offerta più differenziata, ma produrrà effetti positivi anche sull’intero indotto turistico, costretto fino a oggi a muoversi entro paletti considerati eccessivamente rigidi.
La soluzione concordata ha consentito di evitare il contenzioso e di accelerare i tempi di un eventuale risarcimento, che ora potrà concretizzarsi materialmente attraverso il piano da 30 milioni di euro.
Come richiedere il rimborso o il voucher per lo skipass
Per tutti coloro che hanno acquistato uno skipass in una delle stagioni comprese tra il 2022 e il 2025, la procedura per ottenere il rimborso o il voucher è stata definita nei dettagli. La richiesta, che potrà essere inoltrata utilizzando i moduli che verranno resi disponibili dalle società partecipanti, richiederà la presentazione di un documento d’acquisto o di un’attestazione di pagamento che dimostri l’avvenuta transazione.
Il sistema, gestito dai singoli consorzi di valle, dovrebbe garantire tempi di evasione rapidi, anche se il volume delle domande rischia di generare un notevole afflusso di pratiche. La misura, comunque, non prevede distinzioni di sorta tra turisti italiani e stranieri, dato che l’intervento dell’Antitrust mira a tutelare indistintamente tutti i consumatori che abbiano fruito dell’offerta del comprensorio in quel determinato arco temporale.
Si tratta, a tutti gli effetti, di una boccata d’ossigeno per le tante famiglie e appassionati che hanno speso cifre ingenti per gli skipass, e che ora possono contare su un ristoro economico o su un voucher da utilizzare in future occasioni, contribuendo a rilanciare il movimento turistico invernale.
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