:La Liegi-Bastogne-Liegi 2026 si tinge d’azzurro: orari tv e i pronostici dei big

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Domenica 26 aprile, la "Doyenne" torna a infiammare le strade delle Ardenne, con la 112esima edizione della Liegi-Bastogne-Liegi che promette spettacolo fin dai primi chilometri. La classica, ultimo atto del trittico delle Ardenne, verrà trasmessa in Italia con un ampio dispiegamento di mezzi, sia in chiaro che sul digitale a pagamento, offrendo agli appassionati la possibilità di seguire le 259,5 miglia di corsa senza soluzione di continuità.

Il servizio pubblico, come da tradizione, coprirà l’evento in due tranche: l’apertura delle danze è affidata a RaiSport, canale 58 del digitale terrestre, dove il collegamento scatterà alle ore 13:00. Sarà poi il turno di Raidue, che a partire dalle 14:45 prenderà il testimone per il gran finale, con la cabina di regia affidata a Stefano Rizzato. Al suo fianco, per il commento tecnico, ci sarà l’ex pistard Silvio Martinello, mentre Ettore Giovannelli sarà l’inviato ai piedi delle côte per raccogliere le prime reazioni dei corridori.

Parallelamente, Eurosport 2 garantirà la diretta integrale a partire dalle 13:30, una scelta, quest’ultima, che permetterà di seguire l’evoluzione della fuga mattutina e la sua progressiva erosione sulle leggendarie salite come la Redoute e la Roche-aux-Faucons. La copertura, visibile anche sulle piattaforme Discovery+ e Hbo Max, sarà curata dalla coppia Luca Gregorio e Riccardo Magrini. Sul versante tecnico, il percorso è stato reso ancora più selettivo dall’inserimento di una nuova asperità, il Col du Maquisard, che – come molti atleti hanno avuto modo di constatare durante le ricognizioni – potrebbe logorare ulteriormente le gambe del gruppo prima dello snodo cruciale della Côte de la Redoute.

Evenepoel lancia la sfida: “La forma migliore e la gestione di Seixas”Tra i grandi favoriti al via, Remco Evenepoel arriva con il morale alto ma con la guardia ben alta. Il belga, fresco vincitore dell’Amstel Gold Race, punta al tris dopo i successi del 2022 e 2023, forte di una condizione fisica che lui stesso definisce superiore a quella dello scorso anno. C’è però un’attenzione particolare rivolta alla nuova generazione, in particolare al fenomeno transalpino Paul Seixas. In conferenza stampa, ripreso da Sporza, Evenepoel ha ammesso che non si stupirebbe di vedere il giovane francese soffrire nell’ultima ora di gara, un inciso che più che una previsione sembra una dichiarazione d’intenti tattica. Lo stesso campione olimpico ha confermato come la scelta di saltare la Freccia Vallone sia stata una decisione ponderata: al contrario, l’obiettivo primario era preservare quella “freschezza nelle gambe” necessaria per arrivare al via della Doyenne con la carica giusta, senza i postumi delle competizioni infrasettimanali.

Pogacar tra il riscatto alla Doyenne e l’inedito RomandiaA fare da contraltare, Tadej Pogacar si prepara a vivere una settimana inedita sotto diversi punti di vista. Il fuoriclasse sloveno, reduce dall’onorevolissimo secondo posto alla Parigi-Roubaix (dove ha sfiorato un’impresa storica), punta dritto alla quarta affermazione sulla Liegi, un successo che impreziosirebbe ulteriormente il suo già infinito palmarès. La sua UAE Team Emirates XRG potrà contare su un roster di lusso, con Benoît Cosnefroy indicato come gregario di lusso in grande forma per i tornanti decisivi.

Tuttavia, il programma dello sloveno non si esaurisce qui. Subito dopo il via di domenica, Pogacar farà rotta verso la Svizzera per debuttare al Giro di Romandia (28 aprile-3 maggio), una scelta, questa, che rappresenta la sua prima corsa a tappe della stagione. Intervistato alla vigilia, il campione del mondo in carica non ha nascosto l’entusiasmo per questa doppietta: da un lato c’è la voglia di vincere subito, dall’altra la curiosità di esplorare un terreno nuovo per lui, descritto come una “regione bellissima” dove finalmente potrà misurarsi con la lotta contro il cronometro e le salite lunghe.

Scaroni e la visione italiana: obiettivo top ten e il fattore RedouteTra i pochi italiani di punta in una corsa che manca all’Italia dal lontano 2007 (anno del trionfo di Di Luca), Christian Scaroni si prepara ad affrontare la sua quarta partecipazione alla classicissima. Il corridore bresciano, ieri impegnato nell’ormai consueto sopralluogo del tracciato, ha confermato che non ci sono stravolgimenti epocali nel disegno della corsa, ma ha sottolineato un dettaglio non trascurabile: l’inserimento del Col du Maquisard. Secondo la sua analisi, questa asperità aggiuntiva renderà la corsa ancor più dura nei primi 200 chilometri.

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