Malore in cantiere a Padova, operaio in nero muore dopo ore: sei indagati per omissione di soccorso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nicu Terletchi, trentacinque anni, cittadino moldavo, era arrivato in Italia soltanto lunedì, con la speranza di trovare un'occupazione stabile che gli permettesse di mandare qualche risparmio a casa. La ricerca di un lavoro non è stata lunga, nel senso che l'hanno assunto quasi subito come manovale in un cantiere edile situato nell'area dell'aeroporto Allegri, a Padova; peccato che l'incarico gli sia stato offerto in nero, senza un contratto regolare, senza tutele né garanzie di alcun tipo.

Quel lavoro doveva rappresentare il suo primo giorno nel nostro Paese, ma si è trasformato tragicamente nell'ultimo giorno della sua vita, perché il martedì successivo, il 4 agosto, mentre era intento a svolgere le mansioni pesanti che gli erano state affidate, si è accasciato a terra, colto da un malore improvviso che non gli ha lasciato scampo.

La procura di Padova, che ha aperto un fascicolo per fare luce sulla vicenda, ha iscritto nel registro degli indagati sei persone, tutte di origini romene, ipotizzando nei loro confronti il reato di omissione di soccorso aggravata dalla morte dell'operaio.

Il racconto della giornata fatale e le ore concitate

La giornata di martedì era segnata dal bollino rosso, con temperature afose che rendevano proibitiva qualsiasi attività all'aperto, tanto che un'ordinanza della Regione Veneto vieta espressamente i lavori nei campi e nei cantieri durante le ore più calde, ossia tra le dodici e le sedici.

Erano circa le tredici quando Terletchi ha cominciato a sentirsi male, eppure non è stato soccorso immediatamente; secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, il suo decesso non sarebbe avvenuto sul posto di lavoro, bensì circa due ore più tardi, in un parcheggio di un supermercato a Saonara, un comune della cintura padovana dove l'operaio sarebbe stato trasportato forse per cercare un riparo o per ricevere un aiuto che però non è mai arrivato in tempo utile.

La dinamica precisa degli accadimenti, in particolare il motivo per cui l'uomo sia stato spostato dal cantiere al parcheggio senza che fosse allertato il 118, è al centro delle indagini condotte dalla magistratura, che cerca di capire se qualcuno abbia consapevolmente ritardato i soccorsi per evitare di attirare l'attenzione sulle condizioni irregolari in cui versava il lavoratore.

Il contesto del lavoro nero e le responsabilità penali

L'azienda edile per cui Nicu Terletchi stava prestando servizio è una ditta rumena, e i sei indagati risultano essere proprio i titolari o i responsabili del cantiere, persone che avrebbero avuto l'obbligo giuridico di prestare soccorso a un dipendente in difficoltà, indipendentemente dalla regolarità o meno del suo contratto.

L'accusa di omissione di soccorso, nella sua forma aggravata dall'evento morte, è particolarmente severa perché presuppone che i soggetti coinvolti, vedendo l'operaio colpito dal malore, non abbiano attivato tempestivamente i soccorsi, magari per timore di dover rispondere dello sfruttamento della manodopera irregolare e delle conseguenti sanzioni amministrative e penali.

La circostanza che Terletchi fosse in nero, senza alcuna copertura assicurativa né un contratto che ne disciplinasse orari e mansioni, non solo lo esponeva a rischi enormi sul piano della sicurezza, ma ha finito per giocare un ruolo determinante nel ritardo dei soccorsi, perché chi lo aveva assunto ha preferito probabilmente gestire la situazione in modo omertoso piuttosto che chiamare i soccorsi ufficiali.

Le ipotesi della procura e il ruolo delle alte temperature

La procura di Padova, nelle more dell'autopsia che sarà disposta nei prossimi giorni, ritiene che il malore che ha stroncato il trentacinquenne possa essere stato un infarto, verosimilmente scatenato o aggravato dalle condizioni climatiche proibitive e dallo sforzo fisico eccessivo a cui era stato sottoposto.

Sebbene non vi siano ancora riscontri medici definitivi, gli inquirenti stanno valutando se, oltre all'omissione di soccorso, possano configurarsi anche ipotesi di reato legate alla violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al mancato rispetto dell'ordinanza regionale che vieta le attività lavorative all'aperto nelle ore più calde.

La morte di Nicu Terletchi, avvenuta a sole ventiquattr'ore dal suo arrivo in Italia, rappresenta l'emblema di una piaga sociale e lavorativa che continua a mietere vittime silenziose, prive di tutele e spesso costrette ad accettare qualsiasi impiego pur di sopravvivere, finendo per pagare con la vita la disperazione e l'illegalità di chi li sfrutta senza scrupoli.

Sviluppi giudiziari e le reazioni del territorio

I sei indagati, tutti di nazionalità romena, dovranno rispondere davanti al giudice delle loro omissioni e potrebbero vedersi contestare anche altre violazioni, qualora dalle indagini emergessero ulteriori profili di responsabilità legati alla gestione del cantiere e alle condizioni di lavoro offerte ai dipendenti.

La magistratura sta raccogliendo testimonianze e documenti per ricostruire l'esatta sequenza temporale degli eventi, a partire dal momento in cui l'uomo si è sentito male fino al tragico epilogo nel parcheggio di Saonara, passando attraverso le decisioni di chi avrebbe dovuto soccorrerlo e invece, secondo l'accusa, ha scelto di non farlo.

La vicenda, oltre a sollevare interrogativi sulla sicurezza nei cantieri e sul lavoro sommerso, ha scosso l'opinione pubblica locale, che si interroga su come sia possibile che un giovane uomo sia morto dopo essere stato lasciato agonizzante per ore senza che nessuno chiamasse un'ambulanza, mentre la procura continua a lavorare per accertare le responsabilità e garantire che fatti simili non possano ripetersi in futuro.

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