Rivolte e dimissioni segnano la Giornata della Memoria in Italia
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Redazione Interno
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Dopo oltre 30 anni di militanza, il presidente del circolo Anpi si è dimesso a seguito di una bufera scatenata dal parallelo tra la Shoah e Gaza. La scelta dell'Anpi di Bagno a Ripoli di organizzare il 27 gennaio, Giorno della Memoria, un'iniziativa che accostava l'Olocausto al "genocidio dei palestinesi a Gaza da parte dell'esercito israeliano" ha riservato clamorosi colpi di scena.
Rivolte e polemiche
La rivolta delle comunità ebraiche di mezza Italia e dell'Anpi provinciale ha portato alla decisione del presidente di Anpi Bagno a Ripoli, Luigi Remaschi, di comunicare la sua decisione all'associazione tra oggi e domani. Le polemiche sollevate dalla comunità ebraica di Firenze e la decisione dell'Arci di Antella di negare gli spazi all'evento del 27 gennaio hanno pesato sulla decisione di Remaschi.
Il futuro della memoria
La memoria richiamata in questi giorni può evitare le trappole delle parole retoriche, ipocrite o false se aiuta a riconoscere i legami tra le molte forme di sfruttamento, estrattivismo e sterminio in corso in diversi angoli del mondo. La lunga storia di violenza razzista di chi ha governato Israele, se lega l'orrore del passato con il bisogno di immaginare un futuro, può essere un monito per tutti. La conversazione con uno studente senegalese in una scuola serale per imparare a guardare la storia da prospettive diverse, il monito di un docente universitario giapponese a proposito di Gaza come tomba dell'egemonia occidentale sul mondo, il documentario di due filmaker ebrei sull'alleanza tra colonialismo laico e fondamentalismo religioso sono solo alcuni degli esempi di come la memoria può essere utilizzata per promuovere la comprensione e la pace.




