Udinese-Torino, una noia d’alta quota che non fa notizia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Sabato 2 maggio, alle quindici precise, la BluEnergy Arena di Udine ospita un match – Udinese-Torino, anticipo della trentacinquesima giornata di Serie A – che, pur essendo tecnicamente privo di pressioni da classifica, offre comunque lo spunto per osservare due progetti di medio periodo all’opera. Da un lato i friulani di Kosta Runjaic, reduci da quel pirotecnico 3-3 contro la Lazio che ne ha confermato l’andamento irregolare, cercano i punti necessari per agganciare la prima metà della graduatoria. Dall’altro i granata di Roberto D’Aversa, matematicamente salvi e forti di una serie positiva lunga quattro partite (due vittorie e due pareggi), puntano a proseguire la propria crescita: una vittoria, tra l’altro, li porterebbe a ridosso proprio dei bianconeri, in una sorta di duello silenzioso per il decimo posto.
L’eredità di un pirotecnico 3-3 e i dubbi di Runjaic
L’Udinese che scende in campo (Okoye tra i pali, Kristensen, Kabasele e Solet davanti a lui, con Ehizibue, Atta, Miller, Ekkelenkamp e Kamara a comporre il quintetto di centrocampo) ha dovuto fare i conti, durante la settimana, con l’euforia controllata di chi ha tenuto testa alla Lazio in una gara folle. Runjaic, lo abbiamo visto dalla scelta di schierare Zaniolo al fianco di Buksa in attacco, punta sulla fisicità dei due avanti per mettere in difficoltà una retroguardia torinese che ha perso per strada alcuni degli automatismi iniziali. L’assenza di particolari patemi legati alla retrocessione – nessuno dei due club teme la zona calda – permette all’allenatore tedesco di concedersi qualche piccolo esperimento tattico, senza però disperdere quell’equilibrio che i suoi hanno faticato a trovare per gran parte della stagione.
Il Torino dei quattro risultati utili e l’inamovibile Simeone
Dall’altra parte D’Aversa risponde con il suo 3-5-2: Paleari in porta, quindi Coco, Marianucci ed Ebosse a comporre il terzetto difensivo; Lazaro, Casadei, Ilkhan, Gineitis e Obrador a centrocampo, con la coppia offensiva Vlasic-Simeone. Proprio il figlio d’arte – Simeone, appunto – viene definito “inamovibile” dalle comunicazioni ufficiali della vigilia, e non stupisce: il suo lavoro sporco in pressione sui centrali avversari libera spazi per le incursioni del croato. Il Torino, che ha raggiunto la matematica salvezza con diverse giornate d’anticipo, viaggia senza ansie, anzi: la serie utile di quattro partite (due successi e due pareggi) ha restituito serenità a un gruppo che, in avvio di 2026, sembrava aver smarrito la bussola. Non ci sono calcoli da fare, nessuna operazione contabile da rispettare: solo la voglia, magari, di rosicchiare quel punto che separa i granata proprio dall’Udinese.
La giornata apre con Pisa-Lecce e il primo verdetto incombe
Va però detto – per inquadrare il contesto del turno – che la trentacinquesima giornata non vive esclusivamente di questo piatto mite. Venerdì 1 maggio, alle 20.45, Pisa e Lecce si sono affrontate (o si affronteranno, a seconda dell’orario di lettura) in un match dal peso specifico ben diverso: in caso di sconfitta o pareggio per i padroni di casa di Hiljemark, il Pisa sarebbe aritmeticamente condannato alla Serie B. I giallorossi, grazie al punto di vantaggio sulla Cremonese terzultima, navigano invece in acque più tranquille, pur senza aver ancora chiuso ufficialmente il discorso salvezza. Il duello a distanza tra Di Francesco e Giampaolo – che si gioca sui campi di Pisa e Cremona – decreterà l’ultima retrocessione, mentre Udine e Torino si godono un pomeriggio di calcio quasi da amichevole di lusso, ma con la dignità di chi non vuole rovinare ciò che di buono ha costruito.
Formazioni ufficiali e assenze: quel che c’è da sapere
Runjaic, lo abbiamo anticipato, schiera un undici senza grandi sorprese: a centrocampo Miller agisce da regista basso, mentre Ekkelenkamp e Kamara gli affiancano movimento e inserimenti. La panchina offre Nunziante, Sava, Padelli, Zarraga, Gueye, Bayo, Arizala, Mlacic, Piotrowski, Camara e Vinciati: un mix di giovani e vetusti che suggerisce una gestione delle forze in ottica delle successive partite. D’Aversa replica con Lazaro e Obrador sugli esterni – entrambi spinti a tutta fascia – e con Ilkhan e Gineitis a coprire le diagonali di centrocampo. L’assenza di lungodegenti di rilievo, da ambo le parti, rende questa sfida un banco di prova interessante per le seconde linee, chiamate magari a giocarsi una maglia da titolare nelle ultime tre giornate. La diretta live, come sempre per gli anticipi del sabato, è affidata ai consueti canali televisivi e in streaming, anche se qui non ci dilungheremo sui dettagli tecnici della trasmissione.




