San Giovanni Teatino, malore durante il tennis: quindicenne muore dopo arresto cardiaco
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il esile del ragazzo si è accasciato sulla terra rossa senza un grido, quasi che il cuore – quel muscolo implacabile che non conosce età – avesse deciso di fermarsi tra un rovescio e l’altro. Luigi Santarelli, quindicenne residente a Francavilla al Mare, in provincia di Chieti, giocava a tennis nel complesso della “Cittadella dello Sport” a San Giovanni Teatino, precisamente in località Sambuceto, quando, nel tardo pomeriggio, ha perso improvvisamente conoscenza. L’adolescente, che tra poche settimane avrebbe compiuto sedici anni, si stava allenando regolarmente con il proprio maestro quando l’imprevisto, di una rapidità che lascia sgomenti, lo ha strappato al campo e alla vita.
L’improvviso malore in campo e i primi tentativi di rianimazione
Secondo una prima ricostruzione dei fatti – destinata a essere approfondita nelle prossime ore dagli inquirenti – Luigi si è accasciato al suolo mentre stava svolgendo un normale allenamento. Nessun contrasto violento, nessuna caduta sospetta: soltanto quel gesto atletico, magari un affondo per raccogliere una palla corta, trasformato all’improvviso in un crollo silenzioso. L’insegnante, presente a bordo campo, si è subito precipitato insieme ad altre persone che frequentavano l’impianto sportivo. Hanno praticato le prime manovre di rianimazione, e qualcuno ha utilizzato anche il defibrillatore automatico, in attesa dell’arrivo dei sanitari del 118. Nonostante la tempestività di quei soccorsi, la ripresa delle funzioni vitali non è avvenuta.
La corsa in ospedale e il decesso del quindicenne
I medici del servizio di emergenza, giunti sul posto dopo pochi minuti, hanno stabilizzato quanto possibile il quindicenne, caricandolo poi in ambulanza per trasferirlo d’urgenza al pronto soccorso. La corsa, a sirene spiegate, è servita a poco: Luigi Santarelli è arrivato in ospedale in arresto cardiaco conclamato, e le manovre avanzate del personale sanitario non sono riuscite a scongiurare il decesso. La notizia, nell’area metropolitana tra Pescara e Chieti, si è diffusa con la velocità di un pettegolezzo crudele, lasciando attorno a sé un vuoto che né le parole né le indagini potranno colmare. Sul del ragazzo – va da sé – non sarebbero stati rilevati segni di violenza o traumi recenti, ma l’esatta natura del malore resta al momento avvolta nel riserbo degli inquirenti.
Un’inchiesta giudiziaria per fare luce sull’accaduto
La magistratura ha aperto un fascicolo, come prevede la prassi in caso di morte di un minore avvenuta in circostanze non naturali durante un’attività sportiva. Gli investigatori stanno acquisendo i referti medici e le testimonianze di chi si trovava quel pomeriggio nella “Cittadella dello Sport”; particolare attenzione sarà riservata alla catena dei soccorsi e all’efficacia del defibrillatore utilizzato in campo. Non risultano, al momento, omissioni evidenti, ma la procura vuole escludere qualsiasi profilo di responsabilità – anche solo a livello di organizzazione della sicurezza all’interno dell’impianto. Luigi lascia i genitori e il dolore, composto e disperato, di una comunità sportiva che ha visto spegnersi, senza un perché, un ragazzo che correva dietro a una pallina gialla.




