Benetton affronta la crisi con un piano di solidarietà
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Redazione Economia
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Il gruppo Benetton, uno dei giganti del settore tessile, sta affrontando una crisi finanziaria. Luciano Benetton, un mese fa, ha rivelato una falla "drammatica" nel bilancio della società. Questa scoperta ha portato a un terremoto ai vertici dell'azienda, con le dimissioni di Luciano Benetton e dell'amministratore delegato Renon.
Il piano di solidarietà
Per far fronte a questa crisi, il gruppo Benetton ha proposto contratti di solidarietà per 375 dei suoi 900 dipendenti, con tagli molto pesanti. Questa proposta è ancora in fase di discussione sindacale. Tuttavia, potrebbe portare alla definizione di un accordo di solidarietà che coinvolgerebbe meno persone rispetto a quanto era avvenuto nel 2022.
Il ruolo del nuovo amministratore delegato
Sotto la guida del nuovo amministratore delegato, Claudio Sforza, l'azienda ha avviato le trattative per una riorganizzazione. Questa prevede una riduzione dell’orario di lavoro del 40% per mille dipendenti tra Ponzano Veneto e Castrette di Villorba. Questa misura è stata proposta per evitare licenziamenti, ma i sindacati la considerano inaccettabile.
Il futuro del gruppo Benetton
Il 2 luglio, Claudio Sforza ha presentato ai sindacati un piano comprendente dei contratti di solidarietà per sei mesi prorogabili. Secondo fonti sindacali, l'azienda avrebbe proposto contratti di solidarietà al 40% con il coinvolgimento di 375 dipendenti. Questo piano rappresenta un tentativo di Benetton di affrontare la crisi chiedendo dei sacrifici ai lavoratori, come già fatto due anni fa, ma in maniera più soft. Il futuro del gruppo Benetton dipenderà ora dalla risposta dei sindacati e dalla capacità dell'azienda di superare questa crisi.




