Alcaraz fuori a Miami, il ko con Korda regala a Sinner un’occasione d’oro per avvicinarsi al numero 1

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’eliminazione di Carlos Alcaraz al terzo turno del Masters 1000 di Miami, per mano di Sebastian Korda, non è soltanto l’ennesimo capitolo di un inizio di stagione altalenante per il numero uno del mondo; è anche, e forse soprattutto, il presupposto perfetto per ridisegnare le gerarchie in vetta alla classifica Atp. Lo spagnolo, che era chiamato a difendere solamente i dieci punti accumulati nella passata edizione del torneo – quando uscì al debutto contro David Goffin –, lascia la Florida con un bottino di quaranta punti, frutto delle due vittorie ottenute in questo avvio di torneo. Un magro gruzzolo che, unito alla precoce eliminazione, trasforma il suo cammino nel cosiddetto “Sunshine Double” in un’occasione sprecata per consolidare il vantaggio sul diretto inseguitore.

Se il murciano chiuderà la trasferta americana con un bilancio inferiore alle aspettative, Jannik Sinner, fresco del Titolo conquistato a Indian Wells, si trova ora di fronte a un’autostrada spianata verso la vetta della classifica. Il distacco attuale, che al via del torneo di Miami si attestava sui 2.140 punti, potrebbe ridursi drasticamente. Qualora l’azzurro riuscisse a imporsi anche nel secondo Masters 1000 consecutivo – impresa che gli consentirebbe di centrare il “Sunshine Double” – il divario si assottiglierebbe fino a soli 1.240 punti. Un margine che, alla luce dei carichi di punti che i due giocatori dovranno difendere nei prossimi mesi, appare meno rassicurante per Alcaraz di quanto i numeri non lascino intendere.

I fantasmi di Alcaraz e le parole di Panatta: “Sembrava Leao, svogliato e senza grinta”

Ma al di là dei freddi calcoli aritmetici, a destare maggiore impressione è stato l’atteggiamento mostrato in campo dal tennista spagnolo. Dopo aver già espresso a Indian Wells la sensazione che “contro di me sembrano tutti Federer” – una frase che, più che uno sfogo, sembrava il sintomo di una pressione percepita come asfissiante –, Alcaraz ha replicato il copione anche a Miami, salvo poi essere sconfitto da Korda, numero 36 del ranking, con il punteggio di 6-3, 5-7, 6. Una sconfitta che, come sottolineato da alcuni osservatori, rappresenta solo la seconda volta in carriera che lo spagnolo perde da numero uno contro un giocatore fuori dalla top 35.

A commentare con la consueta verve il ko del campione iberico ci ha pensato Adriano Panatta. L’ex tennista italiano, nel corso del suo intervento televisivo, non ha usato giri di parole: “Nei primi due set lo spagnolo non mi è piaciuto per niente. Sembrava quasi che ci facesse un favore a essere in campo. Mi ha ricordato il Leao di certi momenti a Milano: svogliato, senza la giusta grinta”. Panatta ha poi evidenziato come Korda, nonostante un momento di apprensione nel secondo set quando ha servito per il match sul 5-4, abbia comunque dominato l’incontro, confermando una tendenza che sta diventando ricorrente per il numero uno: la difficoltà a mantenere la concentrazione e l’intensità per l’intera durata di un torneo.

La strategia di Sinner e l’analisi di Justine Henin sul momento dei due campioni

Mentre Alcaraz cerca di ritrovare se stesso, Jannik Sinner prosegue il suo cammino in Florida con l’obiettivo di capitalizzare al massimo l’uscita di scena del rivale. Il margine di manovra per l’altoatesino è significativo non solo nell’immediato, ma anche in prospettiva futura. Guardando ai prossimi mesi, il calendario sulla terra battuta europea si prospetta come un vero e proprio scoglio per Alcaraz: lo spagnolo dovrà difendere un pesantissimo bottino di oltre 4.300 punti, frutto dei successi ottenuti l’anno scorso a Monte Carlo, Roma e al Roland Garros, oltre alla finale di Barcellona.

Sinner, al contrario, ha un carico di punti da difendere molto più leggero, pari a circa 1.950 punti, con il primo vero impegno pesante che arriverà solo a Roma a maggio. Questo squilibrio nei punti da difendere fa sì che, anche senza strafare, l’azzurro possa avvicinarsi pericolosamente alla vetta già nei prossimi due mesi, approfittando di eventuali passaggi a vuoto del rivale. Un’analisi che trova sponda anche nelle parole di Justine Henin. La sette volte campionessa Slam, pur riconoscendo la solidità di Sinner, ha recentemente osservato come l’azzurro, pur vincendo, non l’abbia del tutto convinta a Indian Wells: “Sinner non mi ha impressionato completamente, e questo mi preoccupa. In termini di gestione è stato brillante, ma in termini di gioco l’ho visto molto più convincente in passato”. Un’osservazione, quella della belga, che aggiunge un ulteriore livello di complessità all’analisi: se Sinner troverà anche la brillantezza che a tratti è mancata in California, la rimonta su Alcaraz potrebbe trasformarsi in un assalto al trono molto più rapido del previsto.

Un dato statistico che certifica la sorpresa e le crepe nel dominio dello spagnolo

Il ko contro Korda non è passato inosservato nemmeno dal punto di vista statistico, con dati che certificano la natura clamorosa dell’eliminazione. Come evidenziato da alcune analisi, questa è infatti solo la seconda volta in carriera che Carlos Alcaraz perde un match da numero uno del mondo contro un avversario posizionato oltre la trentacinquesima posizione del ranking. L’unico precedente risaliva al lontano 2022, quando fu David Goffin – ironia della sorte, proprio il giocatore che lo aveva eliminato l’anno scorso a Miami – a batterlo ad Astana. La sensazione, quindi, è che le crepe nel muro di invincibilità del campione di Murcia stiano diventando più visibili.

A differenza del passato, quando Alcaraz riusciva a trovare risorse aggiuntive nei momenti decisivi, negli ultimi impegni sembra accusare il peso di essere il bersaglio da battere. Le sue stesse dichiarazioni post partita, con il riferimento al fatto che “d’ora in poi giocheranno così” contro di lui, tradiscono una certa frustrazione nell’essere costantemente messo sotto pressione da avversari che alzano il loro livello di gioco quando lo affrontano. Un dato di fatto che, nel circuito maschile, rappresenta il prezzo da pagare per chi siede sul trono, ma che in questo momento sembra pesare maggiormente sulle spalle dello spagnolo piuttosto che su quelle del suo diretto inseguitore.

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